l’allarme
«Preoccupati per la siccità del Po»
La Coldiretti reggiana: «L’andamento climatico è anomalo»
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REGGIO EMILIA. La situazione della rete idrica delle campagna, le condizioni dei terreni e l’andamento climatico del tutto anomalo ha caratterizzato anche a febbraio, con un -8% di pioggia e le temperature minime superiori di ben tre gradi rispetto alla media. A lanciare l’allarme è la Coldiretti di Reggio Emilia, a fronte delle tante segnalazioni ricevute dai suoi associati.
«Il fiume Po è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate ad agosto – spiega il direttore, Assuero Zampini – e inferiore di due metri rispetto a questo periodo del 2016, a Pontelagoscuro il livello idrometrico è di -4,9 metri. Ben nota a tutti è anche la situazione dei principali bacini idrografici determinata dal fatto che dicembre ha registrato il -67% di precipitazioni mentre gennaio è sotto la media di -4,1%».
E visto che è già in atto la ripresa vegetativa primaverile, prosegue Zampini, «riteniamo necessario organizzare da subito la rete idrica provinciale per gestire al meglio le prossime operazioni di irrigazione attivando gli sbarramenti per contenere l’acqua già presente e immettendo acqua nei canali sin da ora per evitare il totale deflusso o assorbimento da parte del terreno completamento secco e agevolarne la saturazione».
Delle operazioni che risultano ancora più urgenti «nelle aree della Val d’Enza e consentirebbero alle falde sotterranee di rimpinguarsi dando sollievo a una zona nella quale anche gli allevamenti zootecnici utilizzano, per l’abbeveraggio delle bovine, l’acqua dei pozzi che hanno registrato un abbassamento del livello anche del 90%. Siamo di fronte certamente agli effetti dei cambiamenti climatici ma è nostro dovere arginare il più possibile, là dove è possibile, le conseguenze sull’agricoltura locale».
«Il fiume Po è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate ad agosto – spiega il direttore, Assuero Zampini – e inferiore di due metri rispetto a questo periodo del 2016, a Pontelagoscuro il livello idrometrico è di -4,9 metri. Ben nota a tutti è anche la situazione dei principali bacini idrografici determinata dal fatto che dicembre ha registrato il -67% di precipitazioni mentre gennaio è sotto la media di -4,1%».
E visto che è già in atto la ripresa vegetativa primaverile, prosegue Zampini, «riteniamo necessario organizzare da subito la rete idrica provinciale per gestire al meglio le prossime operazioni di irrigazione attivando gli sbarramenti per contenere l’acqua già presente e immettendo acqua nei canali sin da ora per evitare il totale deflusso o assorbimento da parte del terreno completamento secco e agevolarne la saturazione».
Delle operazioni che risultano ancora più urgenti «nelle aree della Val d’Enza e consentirebbero alle falde sotterranee di rimpinguarsi dando sollievo a una zona nella quale anche gli allevamenti zootecnici utilizzano, per l’abbeveraggio delle bovine, l’acqua dei pozzi che hanno registrato un abbassamento del livello anche del 90%. Siamo di fronte certamente agli effetti dei cambiamenti climatici ma è nostro dovere arginare il più possibile, là dove è possibile, le conseguenze sull’agricoltura locale».
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