Reggio Emilia, invalido chiamato in aula ma l’udienza salta tre volte
Un operaio, vittima di un infortunio sul lavoro, alle prese con la giustizia lumaca L’assenza di testimoni e la scomparsa del fascicolo hanno causato rinvii di mesi
REGGIO EMILIA. Sono passati più di 1270 giorni dal gravissimo infortunio sul lavoro di cui rimase vittima e che lo ha reso invalido: da allora attende che la giustizia faccia il suo corso, per ottenere un risarcimento adeguato. Ma tra rinvii e ora addirittura un fascicolo che non si trova, il procedimento giudiziario non sembra proprio voler decollare.
Vittima di questa vicenda è un ragazzo serbo che abita a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Nel settembre 2013, quando aveva 24 anni, precipitò dal tetto di un capanno adibito a ricovero attrezzi a Ca’ De Frati, a Rio Saliceto.
Il giovane, al suo primo giorno di lavoro in una ditta artigiana modenese, cadde per oltre sei metri e rimediò un gravissimo trauma cranico, che ne comportò il ricovero in rianimazione al Maggiore di Parma.
Gli indagati per l’infortunio sul lavoro sono stati quattro. Le posizioni di due di loro sono state stralciate.
Il datore di lavoro ha scelto il rito abbreviato, che doveva celebrarsi il 24 gennaio. Il giudice però nel frattempo è cambiato e pertanto in quella data è stato disposto un rinvio al 15 maggio, dove dovrebbe arrivare la sentenza.
La committente, proprietaria del capannone sul quale erano in corso lavori, ha scelto invece il rito ordinario. La prima udienza era prevista a novembre, quando però i testimoni del pm non si sono presentati in aula e pertanto l’udienza è stata rinviata al 14 marzo.
Mercoledì scorso i legali e la parte lesa si sono presentati in tribunale per l’inizio del processo: in aula c’erano anche otto testimoni, quattro dei quali del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro di Correggio. Ma il nuovo stop era in agguato: mancava infatti il fascicolo del dibattimento.
«Sono andata in cancelleria per sollecitarne la ricerca - dice l’avvocato Raffaella Guerrieri dello studio legale Sivelli - ma dopo un po’ è stato annunciato che il fascicolo non c’era». A questo punto i legali hanno chiesto il rinvio al 4 aprile, una data già fissata per la prosecuzione del dibattimento. Il rinvio invece è stato fatto al 22 giugno.
Il processo penale è molto importante per l’operaio infortunato perché non avendo ancora ottenuto un risarcimento attende la sentenza per poter poi procedere in sede civile.
Ad ogni udienza la parte lesa viene accompagnato dalla moglie con grande difficoltà. «Il mio assistito - dice l’avvocato Guerrieri - ha un’invalidità quasi del 90%. Parliamo di un ragazzo che non potrà più lavorare e secondo il nostro consulente ha subito un danno quantificabile in 900mila euro. Fino ad ora ha ottenuto solo quello dell’Inail, che copre una minima parte del risarcimento».
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