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Strage al mercato di Guastalla: il pm chiede sei anni per Mango

Strage al mercato di Guastalla: il pm chiede sei anni per Mango

Il processo per l'esplosione avvenuta quattro anni fa si avvia alle fasi conclusive. Sono nove le parti che si sono costituite contro l'ambulante

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GUASTALLA. Il processo per la strage al mercato di Guastalla del 9 marzo 2013 è alle fasi conclusive. Ieri mattina il pm Stefania Pigozzi, al termine della sua requisitoria ha chiesto la condanna a sei anni per Francesco Mango, il titolare della rosticceria ambulante imputato per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e incendio colposo. La pena dalla quale si è partiti era di nove anni, ridotta a sei per lo sconto previsto dal rito abbreviato.

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Mango, che ieri ha assistito a tutta l’udienza, in quella tragedia ha perso la figlia 27enne Rossana, la moglie 49enne Teresa Montagna e la cognata 43enne Bianca Maria Montagna.

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Dopo il pm hanno parlato gli avvocati che tutelano le nove parti civili, alcune delle quali presente in aula, che si sono costituite contro l’imputato: Chiara Carletti (che assiste tre congiunti prossimi delle vittime), Pierlino Benatti, Ilaria Bartoli, Marcella Aselli, Sandro Gallusi e Matteo Marchesini.
I legali delle parti civili hanno sottolineato come la perizia del pm evidenzi a loro avviso le responsabilità di Mango.

L’avvocato Marchesini ha richiamato l’espressione «ragionevole certezza» utilizzata dal perito nell’ipotizzare negligenza e imperizia da parte dell’imputato.

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La quantificazione dei danni avverrà in sede civile, ma intanto i legali hanno chiesto già una provvisionale per i loro assistiti. Il legale Pierlino Benatti, che assiste una guastallese rimasta ferita, ha già quantificato il danno in circa mezzo milione di euro e ha chiesto una provvisionale di 100.000 euro.

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I difensori di Mango, Nicola Tria e Amerigo Gherardi, hanno parlato per oltre due ore. I legali hanno messo in dubbio che dalla perizia del pm emergano elementi che consentono di attribuire responsabilità al loro assistito. La consulenza di parte evidenzia invece come non vi siano profili di colpa da parte dell’ambulante. Pertanto la difesa ha chiesto l’assoluzione.

Nella prossima udienza, a maggio, ci saranno le repliche di accusa e difesa e poi il giudice Angela Baraldi entrerà in camera di consiglio per la sentenza.

Il pm Pigozzi contesta a Mango di aver utilizzato per la cottura quattro bombole di gpl mentre l'allestimento originario ne prevedeva tre, inoltre contesta una serie di errori riguardanti la manutenzione e la sostituzione delle parti usurate, con il risultato che l'impianto originario sarebbe stato modificato.

L'incendio sarebbe stato causato da un improprio collegamento dell'impianto del furgone-rosticceria con una bombola a gpl che avrebbe causato la rottura di un condotto, con la conseguente fuga di gas, divenuta una nube che, incendiandosi, rese il mezzo una trappola mortale per le tre donne.

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