Artoni, assemblea in attesa del verdetto
Niente incontro a Roma: il Mise attende le parti. Ieri incontro tra addetti di Reggio, Modena e Parma
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GUASTALLA. A decine si sono trovati ieri a Reggio per partecipare all’assemblea unitaria. Sono i dipendenti della Artoni Trasporti, che ieri hanno ascoltato i sindacati durante l’incontro che ha riunito gli addetti di Reggio, Modena e Parma. Tutti in attesa - con il fiato sospeso - di conoscere se almeno 14 delle oltre 30 filiali del gruppo verranno ceduto al gruppo trentino Fercam, con i quali è importante superar dei dissidi che potrebbero approdare su una disputa di carattere penale. Oggi potrebbe esserci un nuovo cda da parte dell’azienda reggiana, attesa a stretto giro a Roma dal ministero dello Sviluppo economico, che nuove avere una risposta definitiva sulla cessione delle filiali. le 24 ore concesse dal Mise sono già scadute e il tempo è agli sgoccioli. L’azienda reggiana, aveva già tenuto un cda straordinario mercoledì, per puntare all’accordo con Ferca. Ma il verdetto ufficiale sarà espresso al ministero che attendeva già ieri un segnale. Gianpietro Castano, dirigente del ministero dello Sviluppo economico, aveva dovuto pazientare ancora una volta, tre giorni fa, per poter ottenere una parola definitiva sulla disputa in corso tra le due aziende che si sono promesse di portare la battaglia sul piano legale dopo la rottura delle trattative a febbraio.
Artoni però è vicina al default: è in crisi nera e solo Fercam è al momento alla porta e dovrebbe rilevare 14 filiali e 150 lavoratori su 580 del gruppo reggiano. Ad intervenire in queste ore è stata anche la Fita Cna, che ha anticipato la bozza del possibile accordo tra le due aziende. «Le filiali Artoni che Fercam ha deciso di acquisire in base al patto sottoscritto dai due gruppi dovrebbero essere quelle di Brescia, Caorso, Cesena, Campogalliano, Como, Reggio Emilia, Montegranaro, Pontedera, Vercelli, Mantova, Dalmine, Alessandria, Terni, Palermo più un interesse su Maddaloni». Tuttavia «si tratta di un elenco informale e alcune di queste potrebbero essere in ballottaggio». A darne notizia è stata la presidente nazionale Cna-Fita (sigla dei trasportatori) Cinzia Franchini. «Genova e Trieste – spiega Franchini – sarebbero i centri Artoni che rimarrebbero in attività per consentire la cassa integrazione straordinaria per i 488 dipendenti del gruppo, dipendenti che da oltre due mesi non percepiscono stipendio». Il problema però, sottolinea la presidente, «non riguarda solo i dipendenti, ma un intero indotto che dà lavoro a oltre 2.500 persone».
Artoni però è vicina al default: è in crisi nera e solo Fercam è al momento alla porta e dovrebbe rilevare 14 filiali e 150 lavoratori su 580 del gruppo reggiano. Ad intervenire in queste ore è stata anche la Fita Cna, che ha anticipato la bozza del possibile accordo tra le due aziende. «Le filiali Artoni che Fercam ha deciso di acquisire in base al patto sottoscritto dai due gruppi dovrebbero essere quelle di Brescia, Caorso, Cesena, Campogalliano, Como, Reggio Emilia, Montegranaro, Pontedera, Vercelli, Mantova, Dalmine, Alessandria, Terni, Palermo più un interesse su Maddaloni». Tuttavia «si tratta di un elenco informale e alcune di queste potrebbero essere in ballottaggio». A darne notizia è stata la presidente nazionale Cna-Fita (sigla dei trasportatori) Cinzia Franchini. «Genova e Trieste – spiega Franchini – sarebbero i centri Artoni che rimarrebbero in attività per consentire la cassa integrazione straordinaria per i 488 dipendenti del gruppo, dipendenti che da oltre due mesi non percepiscono stipendio». Il problema però, sottolinea la presidente, «non riguarda solo i dipendenti, ma un intero indotto che dà lavoro a oltre 2.500 persone».
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