«Il Crostolo? L’acqua ha il colore del diesel»
Su Facebook l’indignazione dei lettori per lo stato in cui si trova il torrente: «È un vero scempio»
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REGGIO EMILIA. «Tra Cadelbosco Sotto e Santa Vittoria l’acqua dal colore sembra diesel», scrive Lorenzo Franzoni. Per Massimiliano Saccani, «i rifiuti non compaiono spontaneamente, bisogna in qualche modo rieducare le teste bacate di chi abbandona i rifiuti». Le condizioni in cui versa il Crostolo preoccupano non poco i reggiani. E, sui due viaggi compiuti dalla Gazzetta, i lettori si lasciano andare a sfoghi di amarezza e rabbia, commentando su Facebook quanto hanno visto nelle foto e nei video e quanto hanno letto negli articoli dedicati all’argomento. «Il Crostolo è una vergogna a cielo aperto, sotto ogni aspetto – scrive senza mezzi termini Andrea Severgnini – nessuna cura, nessuna manutenzione, uno scempio».
Secondo Alessandro Casolari, «occorrerebbe iniziare ad educare da chi butta mozziconi di sigarette, chi non raccoglie la cacca dei cani. Ormai anche i lati delle strade sono diventate discariche e si vedono mentre si va in auto». Poi precisa: «Io ho una cagnolina e ho sempre fatto la mia parte rispettando innanzitutto lei. Purtroppo molti si lamentano e sono i primi a non rispettare». Ad impressionare i lettori, soprattutto la presenza di un forno: un elettrodomestico abbandonato poco dopo il ponte di San Pellegrino sul letto del torrente, dove comunque non mancano anche altri rifiuti come scarpe gettate a terra, copertoni, rottami di biciclette.
Dopo l’articolo della Gazzetta, il Comune ha provveduto a fare un intervento di pulizia, rimuovendo anche l’elettrodomestico. Ma l’indignazione dei lettori resta. «La faccenda del forno – racconta Massimo Paglia – l’ho detta a due guardie ecologiche che ho incontrato al parco giochi sul percorso delle Caprette, dietro via Fucini, ancora quindici giorni fa. Io che la faccio tutta a piedi, perché è bella e rilassante, ho modo di notare quanto avete correttamente evidenziato. Direi che la parte più pulita è quella dietro la Reggia di Rivalta, perché ci si passa meno gente». Poi chiede: «Esisterà un antibiotico che cura l’inciviltà? Se così fosse, andrebbe distribuito a tappeto con l'uso degli aerei».
Durante il nostro viaggio, ci siamo imbattuti anche nella presenza di qualche nutria. Ma, stando a quanto scrive una nostra lettrice, il numero di esemplari presenti è superiore a quanto immaginato: «Ce n’erano almeno una ventina dal ponte in corrispondenza dell’Esselunga e alcune di queste erano risalite fino ai cassonetti – scrive Angelica Montanari – È vergognoso che nessuno sia ancora intervenuto. Oltre ad essere estremamente pericolose, non credo facciano parte del patrimonio ornamentale del Crostolo».
Secondo Alessandro Casolari, «occorrerebbe iniziare ad educare da chi butta mozziconi di sigarette, chi non raccoglie la cacca dei cani. Ormai anche i lati delle strade sono diventate discariche e si vedono mentre si va in auto». Poi precisa: «Io ho una cagnolina e ho sempre fatto la mia parte rispettando innanzitutto lei. Purtroppo molti si lamentano e sono i primi a non rispettare». Ad impressionare i lettori, soprattutto la presenza di un forno: un elettrodomestico abbandonato poco dopo il ponte di San Pellegrino sul letto del torrente, dove comunque non mancano anche altri rifiuti come scarpe gettate a terra, copertoni, rottami di biciclette.
Dopo l’articolo della Gazzetta, il Comune ha provveduto a fare un intervento di pulizia, rimuovendo anche l’elettrodomestico. Ma l’indignazione dei lettori resta. «La faccenda del forno – racconta Massimo Paglia – l’ho detta a due guardie ecologiche che ho incontrato al parco giochi sul percorso delle Caprette, dietro via Fucini, ancora quindici giorni fa. Io che la faccio tutta a piedi, perché è bella e rilassante, ho modo di notare quanto avete correttamente evidenziato. Direi che la parte più pulita è quella dietro la Reggia di Rivalta, perché ci si passa meno gente». Poi chiede: «Esisterà un antibiotico che cura l’inciviltà? Se così fosse, andrebbe distribuito a tappeto con l'uso degli aerei».
Durante il nostro viaggio, ci siamo imbattuti anche nella presenza di qualche nutria. Ma, stando a quanto scrive una nostra lettrice, il numero di esemplari presenti è superiore a quanto immaginato: «Ce n’erano almeno una ventina dal ponte in corrispondenza dell’Esselunga e alcune di queste erano risalite fino ai cassonetti – scrive Angelica Montanari – È vergognoso che nessuno sia ancora intervenuto. Oltre ad essere estremamente pericolose, non credo facciano parte del patrimonio ornamentale del Crostolo».
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