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«L’Arpa monitorerà la nuova antenna wifi» 

«L’Arpa monitorerà la nuova antenna wifi» 

Guastalla, il Comune sull’allarme in piazza 1° maggio: emissioni controllate prima e dopo l’attivazione

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GUASTALLA. L’amministrazione comunale vuole fare chiarezza sulla richiesta di installazione di una nuova antenna wi-fi in centro storico (sulla torre piezometrica in piazza 1° maggio) che ha provocato allarme tra alcuni cittadini. L’ente locale ha chiesto e ottenuto dall’Arpa l’installazione di una centralina ante e post collocazione dell’antenna Linkem per monitorare eventuali emissioni.
«È importante ridurre il divario digitale presente sul territorio e rendere usufruibile il servizio di banda larga – spiega l’assessore all’ambiente Chiara Lanzoni –. Il Comune di Guastalla ha partecipato ad un bando regionale per la posa della fibra ottica per la banda ultra larga nelle aree industriali. Il progetto presentato per l’area industriale di San Giacomo si è classificato ottavo su 160 domande e verrà finanziato. Inoltre il Comune ha la possibilità di utilizzare le infrastrutture comunali (cavidotti dell’illuminazione pubblica e altri sottoservizi) per la posa dei cavi, permettendo l’estendimento della fibra su ampie porzioni del territorio comunale. Poiché, per problemi tecnici, non sarà possibile portare la fibra ottica a tutti, per ridurre al minimo le zone non servite si è utilizzato quanto previsto all’interno del progetto “Piano nazionale banda larga Italia” e si è proceduto all’installazione di antenne wi-fi che permetteranno di allargare le aree servite. Un tema che ha precisi riferimenti a livello regionale, nazionale ed europeo perché la possibilità di accedere alla rete con facilità e la capacità di trasmettere dati velocemente permette alle aziende di utilizzare tecnologie all’avanguardia e rende il territorio attrattivo nei confronti di nuove attività».
«Il posizionamento dell’antenna wi-fi richiede due condizioni – sottolinea –: la presenza di un’altezza considerevole per il posizionamento e la vicinanza della fibra ottica. Va da sé che la struttura della torre piezometrica, alta 31 metri e vicina alla fibra ottica che passa nei sottoservizi di via Circonvallazione, risultasse una posizione favorevole».
L'assessore Lanzoni inoltre precisa su localizzazione, emissioni elettromagnetiche e procedure dell’autorizzazione: «Le antenne di telefonia mobile e wi-fi sono per legge considerate servizio pubblico essenziale. Per questo motivo non è possibile da parte di un’amministrazione comunale impedire tout court l’installazione di un antenna. Inoltre le società, nella collocazione delle antenne, in assenza di luoghi pubblici disponibili nella loro area di interesse possono sempre individuare un sito privato, seguire l’iter per l’autorizzazione e pagare al proprietario il corrispettivo. Così però non assoggettano l’impianto alla facoltà di controllo delle emissioni che invece sarebbe garantito su un sito pubblico».
E per quanto riguarda le emissioni elettromagnetiche l’assessore Lanzoni aggiunge: «Dalle valutazioni effettuate, l'impianto dell’antenna wi-fi darà un contributo molto basso sul totale delle emissioni presenti nell’area, mentre è rilevante quello dell’impianto radiante di Radio Circuito 29 posizionato da molti anni sul tetto di una proprietà privata adiacente alla piazza. Il “principio di precauzione”, è pienamente rispettato nell’applicazione di tutte le tutele possibili per il cittadino. Tuttavia abbiamo richiesto e ottenuto la disponibilità di Arpa a effettuare un monitoraggio in continuo ante e post installazione/attivazione dell’impianto di piazza 1° maggio attraverso una centralina di monitoraggio da esterno da collocarsi sul luogo».
Infine l’assessore risponde sulle procedure da seguire e seguite per le autorizzazioni: «Il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione è in corso e segue l'iter previsto in piena correttezza e trasparenza – ha concluso Lanzoni –. Durante il periodo di pubblicazione ed entro il termine fissato per la presentazione delle osservazioni, sono stati incontrati tutti i cittadini che ne hanno fatto richiesta. In alcuni casi sono stati coinvolti anche gli enti competenti per rispondere in modo completo alle richieste». (m.p.)
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