«Non ha mai chiesto scusa a nessuno»
«Ho una pensione da 480 euro, pensi cosa vuol dire dover pagare ogni mese una quota per quelle bollette che avevamo pagato». Emilio Ferrari, nella foto a fianco, è un pensionato 83enne e ieri...
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«Ho una pensione da 480 euro, pensi cosa vuol dire dover pagare ogni mese una quota per quelle bollette che avevamo pagato». Emilio Ferrari, nella foto a fianco, è un pensionato 83enne e ieri pomeriggio era in aula al fianco del suo avvocato Ernesto D’Andrea insieme a un’altra vittima dell’amministratrice. La loro presenza in tribunale è servita a ricordare di cosa si stesse parlando: di un reato che ha inciso in modo pesante nella vita di persone oneste che faticano ad arrivare alla fine del mese. Tra i truffati infatti ci sono anche disoccupati.
«Sono un residente di via Martiri del 1831 - prosegue il pensionato -. Sono stato tra i primi a fare denuncia. Un bel giorno ho trovato un biglietto dove si diceva che dovevo pagare quattro anni di acqua e riscaldamento. Ma io ho sempre pagato, mi sono detto. Era una somma alta, tanto più che io sono una persona che per fare la spesa devo fare bene i conti».
L’amarezza del signor Ferrari, composto e dignitoso nel raccontare la vicenda che lo riguarda, è quella di decine di altre persone. «Non mi ha mai chiesto scusa e non mi risulta nemmeno che lo abbia fatto con gli altri. Come è riuscita a fare tutto questo? Era brava a giostrare le persone alle riunioni di condominio e alla fine tutti votavano quello che diceva lei. Era brava a levarci un pelo alla volta».
La sentenza di condanna di ieri e il riconoscimento di una provvisionale è un primo, importante, passo per i truffati. «Adesso voglio capire bene cosa significa questa sentenza. Di certo è andata un po’ per le lunghe».
«Sono un residente di via Martiri del 1831 - prosegue il pensionato -. Sono stato tra i primi a fare denuncia. Un bel giorno ho trovato un biglietto dove si diceva che dovevo pagare quattro anni di acqua e riscaldamento. Ma io ho sempre pagato, mi sono detto. Era una somma alta, tanto più che io sono una persona che per fare la spesa devo fare bene i conti».
L’amarezza del signor Ferrari, composto e dignitoso nel raccontare la vicenda che lo riguarda, è quella di decine di altre persone. «Non mi ha mai chiesto scusa e non mi risulta nemmeno che lo abbia fatto con gli altri. Come è riuscita a fare tutto questo? Era brava a giostrare le persone alle riunioni di condominio e alla fine tutti votavano quello che diceva lei. Era brava a levarci un pelo alla volta».
La sentenza di condanna di ieri e il riconoscimento di una provvisionale è un primo, importante, passo per i truffati. «Adesso voglio capire bene cosa significa questa sentenza. Di certo è andata un po’ per le lunghe».
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