san polo
Condannati due giovani per spaccio di marijuana
di Ambra Prati
SAN POLO. A tre mesi dalla duplice operazione antidroga – ritenuta però collegata dai carabinieri – si è chiusa con rito abbreviato, in tribunale a Reggio, la connessa vicenda giudiziaria con al...
2 MINUTI DI LETTURA
SAN POLO. A tre mesi dalla duplice operazione antidroga – ritenuta però collegata dai carabinieri – si è chiusa con rito abbreviato, in tribunale a Reggio, la connessa vicenda giudiziaria con al centro lo spaccio di marijuana.
Tre i giovani coinvolti a metà dicembre. A San Polo erano stati arrestati i fidanzati Alex Riccò (parrucchiere 26enne) e Denise Mele (barista 22enne), mentre ad Albinea era finito nei guai il 24enne Daniele Mendicino. Relativamente alla coppia, il giudice Luca Ramponi ha condannato Riccò (ha confessato) ad 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento di 6mila euro di multa, mentre ha assolto “perché il fatto non costituisce reato” la compagna. Sono stati entrambi difesi dall’avvocato Alessandro Conti: «Sono soddisfatto per l’assoluzione di Mele – commenta il difensore – perché al di là del rapporto sentimentale, non vi è prova che lei fosse a conoscenza dell’attività di spaccio del fidanzato. L’aveva solo accompagnato in macchina, non l’aveva agevolato in nulla». Condannato anche Mendicino – assistito dal legale Pina Di Credico – ma con una pena più pesante: 2 anni e 2 mesi di reclusione nonché il pagamento di 12mila euro di multa. Il giudice non ha creduto alla versione del 24enne, cioè che i 40 grammi di “maria” trovati in casa sua nascosti nel cesto della biancheria sporca fossero per uso personale. Il pm Claudio Santangelo aveva chiesto la condanna per tutti e tre.
In dicembre la coppia era stata tenuta d'occhio per qualche giorno dai carabinieri di San Polo sino a che i due, di rientro con l'auto da Reggio Emilia, erano stati fermati dai militari e sottoposti a controllo. Durante le procedure di identificazione e di verifica dei documenti di guida e di circolazione dell'automobile, i due apparivano molto tesi. Troppo per quello che, in teoria, doveva essere un accertamento di routine. Ben presto era stato chiaro il perché di tanto nervosismo. L'ispezione all'interno della vettura era stata accuratissima. E aveva portato i militari a mettere mano al cambio: lì dentro i carabinieri avevano trovato sei confezioni contenenti in tutto 167 grammi di marijuana. Dalla strada all'abitazione del ragazzo il passo era stato breve. Qui i carabinieri avevano proceduto a una perquisizione che portava a rinvenire alcuni altri grammi della stessa sostanza, sequestrati insieme a un migliaio di euro in contanti ritenuti provento dell'illecita attività e due cellulari utilizzati per i contati con i clienti. Negli uffici della caserma di San Polo d'Enza l'analisi preliminare di un cellulare portava a rinvenire messaggi di testo e audio inviati attraverso l'App Messanger che rimandavano in maniera inequivocabile all'illecita attività di spaccio di stupefacenti. Indagini che poi portavano all'arresto - ad Albinea - del 24enne Daniele Mendicino. (t.s.)
Tre i giovani coinvolti a metà dicembre. A San Polo erano stati arrestati i fidanzati Alex Riccò (parrucchiere 26enne) e Denise Mele (barista 22enne), mentre ad Albinea era finito nei guai il 24enne Daniele Mendicino. Relativamente alla coppia, il giudice Luca Ramponi ha condannato Riccò (ha confessato) ad 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento di 6mila euro di multa, mentre ha assolto “perché il fatto non costituisce reato” la compagna. Sono stati entrambi difesi dall’avvocato Alessandro Conti: «Sono soddisfatto per l’assoluzione di Mele – commenta il difensore – perché al di là del rapporto sentimentale, non vi è prova che lei fosse a conoscenza dell’attività di spaccio del fidanzato. L’aveva solo accompagnato in macchina, non l’aveva agevolato in nulla». Condannato anche Mendicino – assistito dal legale Pina Di Credico – ma con una pena più pesante: 2 anni e 2 mesi di reclusione nonché il pagamento di 12mila euro di multa. Il giudice non ha creduto alla versione del 24enne, cioè che i 40 grammi di “maria” trovati in casa sua nascosti nel cesto della biancheria sporca fossero per uso personale. Il pm Claudio Santangelo aveva chiesto la condanna per tutti e tre.
In dicembre la coppia era stata tenuta d'occhio per qualche giorno dai carabinieri di San Polo sino a che i due, di rientro con l'auto da Reggio Emilia, erano stati fermati dai militari e sottoposti a controllo. Durante le procedure di identificazione e di verifica dei documenti di guida e di circolazione dell'automobile, i due apparivano molto tesi. Troppo per quello che, in teoria, doveva essere un accertamento di routine. Ben presto era stato chiaro il perché di tanto nervosismo. L'ispezione all'interno della vettura era stata accuratissima. E aveva portato i militari a mettere mano al cambio: lì dentro i carabinieri avevano trovato sei confezioni contenenti in tutto 167 grammi di marijuana. Dalla strada all'abitazione del ragazzo il passo era stato breve. Qui i carabinieri avevano proceduto a una perquisizione che portava a rinvenire alcuni altri grammi della stessa sostanza, sequestrati insieme a un migliaio di euro in contanti ritenuti provento dell'illecita attività e due cellulari utilizzati per i contati con i clienti. Negli uffici della caserma di San Polo d'Enza l'analisi preliminare di un cellulare portava a rinvenire messaggi di testo e audio inviati attraverso l'App Messanger che rimandavano in maniera inequivocabile all'illecita attività di spaccio di stupefacenti. Indagini che poi portavano all'arresto - ad Albinea - del 24enne Daniele Mendicino. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
