Cyrano accusato di altre due rapine
Oltre alle quattro per le quali è già in carcere, a Giovanni d’Angelo vengono attribuiti i colpi a Modena e Castelfranco
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MONTECCHIO. Altri guai per Giovanni D’Angelo, detto “Cyrano” per il naso assai pronunciato, già noto alle forze dell’ordine per le rapine messe a segno a Reggio Emilia, Sant’Ilario Bologna e Piacenza. Cyrano ha vissuto un novembre da leone: è fuggito, dopo aver ottenuto un permesso lavorativo dal carcere di Reggio Emilia, e ha cercato di alzare qualche soldo andandoli a prendere dove credeva di poterne trovare tanti: in banca. Ma non ha fatto i conti con i sistemi ormai temporizzati di apertura della cassaforte, inanellando una serie di figuracce, culminate con l’arresto a Bologna.
Il rapinatore, originario di Montecchio, ha iniziato le sue scorribande da Modena, dove il 9 novembre ha colpito al Credem di viale Storchi, riprovandoci il giorno dopo a alla Cassa di Risparmio di Cento di Castelfranco.
E nel terzo giorno di scorribande ha addirittura provato il blitz in tre istituti di credito a Sant’Ilario d’Enza: è entrato al Credito Cooperativo, alla Carisbo e al Monte dei Paschi, finendo poi in manette a Bologna dopo aver rapinato una farmacia. I colpi fuori dalla provincia modenese erano già stati contestati a Cyrano pressoché in tempo reale, mentre restavano ancora irrisolte le due rapine geminiane. Ora i carabinieri sono arrivati a chiudere il cerchio, contestando a D’Angelo le azioni di Modena e Castelfranco, avvenute con le stesse modalità operative. Il 40enne, infatti, era entrato al Credem come un normale cliente, a volto scoperto, intorno alle 10 del mattino. Una volta giunto alla cassa e di fronte all’unica dipendente presente aveva estratto il cutter chiedendo di avere tutti i soldi disponibili. La cassiera ha allungato i 50 euro che stava maneggiando in quel momento, spiegando che per il resto era necessario comunque attendere l’apertura della cassaforte.
Il bandito non ha voluto avere problemi; ha arraffato il poco denaro e si è dileguato con il magrissimo bottino. L’indomani è stata la volta di Castelfranco, dove è andato in scena un copione analogo: intorno alle 13 è arrivato alla CariCento e, con il cutter, ha imposto all’impiegata di dargli i contanti. La cassa però era chiusa. Ha provato anche ad attendere qualche minuto, ma ha dovuto presto alzare bandiera bianca. Era talmente tanto turbato da faticare a trovare la strada per l’uscita dalla banca. Così come a Modena, sono stati i carabinieri a prendere in carico le indagini, partite da due certezze: la descrizione dettagliata del bandito e le immagini delle telecamere dei due istituti di credito. Ora è arrivata la conferma, e D’Angelo (difeso dall’avvocato Noris Bucchi) è stato raggiunto da un’ordinanza di arresto, notificata in carcere dove si trova per i colpi a Bologna e Reggio Emilia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il rapinatore, originario di Montecchio, ha iniziato le sue scorribande da Modena, dove il 9 novembre ha colpito al Credem di viale Storchi, riprovandoci il giorno dopo a alla Cassa di Risparmio di Cento di Castelfranco.
E nel terzo giorno di scorribande ha addirittura provato il blitz in tre istituti di credito a Sant’Ilario d’Enza: è entrato al Credito Cooperativo, alla Carisbo e al Monte dei Paschi, finendo poi in manette a Bologna dopo aver rapinato una farmacia. I colpi fuori dalla provincia modenese erano già stati contestati a Cyrano pressoché in tempo reale, mentre restavano ancora irrisolte le due rapine geminiane. Ora i carabinieri sono arrivati a chiudere il cerchio, contestando a D’Angelo le azioni di Modena e Castelfranco, avvenute con le stesse modalità operative. Il 40enne, infatti, era entrato al Credem come un normale cliente, a volto scoperto, intorno alle 10 del mattino. Una volta giunto alla cassa e di fronte all’unica dipendente presente aveva estratto il cutter chiedendo di avere tutti i soldi disponibili. La cassiera ha allungato i 50 euro che stava maneggiando in quel momento, spiegando che per il resto era necessario comunque attendere l’apertura della cassaforte.
Il bandito non ha voluto avere problemi; ha arraffato il poco denaro e si è dileguato con il magrissimo bottino. L’indomani è stata la volta di Castelfranco, dove è andato in scena un copione analogo: intorno alle 13 è arrivato alla CariCento e, con il cutter, ha imposto all’impiegata di dargli i contanti. La cassa però era chiusa. Ha provato anche ad attendere qualche minuto, ma ha dovuto presto alzare bandiera bianca. Era talmente tanto turbato da faticare a trovare la strada per l’uscita dalla banca. Così come a Modena, sono stati i carabinieri a prendere in carico le indagini, partite da due certezze: la descrizione dettagliata del bandito e le immagini delle telecamere dei due istituti di credito. Ora è arrivata la conferma, e D’Angelo (difeso dall’avvocato Noris Bucchi) è stato raggiunto da un’ordinanza di arresto, notificata in carcere dove si trova per i colpi a Bologna e Reggio Emilia.
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