Il Pd: «Riforma approvata entro l’estate»
di Giuseppe Boi
Marchi e Iori rassicurano i sindaci reggiani: «Dopo il Senato, via libera in tempo brevi». Gandolfi: «L’ostacolo è superato»
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SCANDIANO. Superate le prime due gare, tutto si decide alla bella. Una partita che si gioca sul “campo amico” della Camera dei deputati. Il disegno di legge penale, approvato con modifiche al Senato dopo un anno e mezzo, torna a Montecitorio. Un ramo del parlamento in cui il Pd – nazionale e reggiano – si sente tranquillo. «Entro l’estate sarà legge», afferma sicuro Maino Marchi. Musica per le orecchie degli elettori e dei sindaci emiliani, in particolare quelli del distretto ceramico che, sul tema della sicurezza e della certezza della pena, hanno raccolto negli ultimi mesi 17mila firme online.
Ora Fabrizio Corti (primo cittadino di Baiso), Alberto Vaccari (Casalgrande), Giorgio Zanni (Castellarano), Emanuele Cavallaro (Rubiera), Alessio Mammi (Scandiano) e Giorgio Bedeschi (Viano), dopo aver incassato l’aiuto dei senatori reggiani, attendono anche l’appoggio dei deputati eletti nella zona, a partire da Vanna Iori, deputata di Poviglio e componente della commissione giustizia della Camera. «Noi siamo pronti – conferma –. Abbiamo avuto già degli incontri informali con la commissione giustizia di palazzo Madama. L’obiettivo è approvarlo così come è. Senza modifiche i tempi saranno veloci: se il Senato trasmette in tempi brevissimi il provvedimento, la Camera può approvarlo anche in un mese, un mese e mezzo al massimo».
Tempi rapidi che non significano che la strada sia in discesa. «Gli ostacoli all’approvazione rapida esistono e sono i possibili emendamenti dell’opposizione», spiega la Iori.
Un problema sottolineato anche da Marchi: «La volontà del Pd è quella di portare la legge in aula il prima possibile. Poi comincerà la “battaglia” con l’opposizione che tenterà di cambiarla. Noi vogliamo portarla avanti e approvarla così come è uscita dal Senato».
La partita vinta a palazzo Madama sembra comunque essere quella decisiva. «Non credo ci saranno particolari problemi. Gli ostacoli sono stati superati. A Montecitorio il Ddl sarà approvato subito», è la certezza di Paolo Gandolfi che sottolinea l’importanza della legge per i cittadini: «È comprensibile lo sconcerto di chi vede libero chi lo ha derubato. Per questo il disegno di legge modifica soprattutto la procedura e la velocizza – spiega il deputato di Reggio –. In Italia i meccanismi giudiziari si traducono spesso in tempi troppo lunghi e, purtroppo, la pena non è certa e immediata».
«Ci sono alcuni aspetti che allarmano i cittadini e che finalmente sono affrontati dalla legge – conferma la Iori –. Ho contribuito in prima persona alla stesura di alcune parti e credo sia un testo positivo. Il Senato ha poi confermato gli elementi su cui si basava il provvedimento della Camera: in particolare il raddoppio della pena per i reati contro la persona e i per furti e rapine che colpiscono i cittadini nella sfera dell’intimità».
Certezza della pena per i furti che è stato il cavallo di battaglia della mobilitazione dei sindaci dell’unione Tresinaro-Secchia. Primi cittadini a cui i deputati riconoscono un ruolo importante. «Hanno fatto bene individuando delle soluzioni e sollecitando il parlamento – è il giudizio di Marchi –. Del resto loro sono sempre in prima linea su tutto: sono i primi soggetti della Repubblica con cui si confrontano i cittadini».
Cittadini, primi o secondi, che ora attendono il sì della Camera dei deputati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ora Fabrizio Corti (primo cittadino di Baiso), Alberto Vaccari (Casalgrande), Giorgio Zanni (Castellarano), Emanuele Cavallaro (Rubiera), Alessio Mammi (Scandiano) e Giorgio Bedeschi (Viano), dopo aver incassato l’aiuto dei senatori reggiani, attendono anche l’appoggio dei deputati eletti nella zona, a partire da Vanna Iori, deputata di Poviglio e componente della commissione giustizia della Camera. «Noi siamo pronti – conferma –. Abbiamo avuto già degli incontri informali con la commissione giustizia di palazzo Madama. L’obiettivo è approvarlo così come è. Senza modifiche i tempi saranno veloci: se il Senato trasmette in tempi brevissimi il provvedimento, la Camera può approvarlo anche in un mese, un mese e mezzo al massimo».
Tempi rapidi che non significano che la strada sia in discesa. «Gli ostacoli all’approvazione rapida esistono e sono i possibili emendamenti dell’opposizione», spiega la Iori.
Un problema sottolineato anche da Marchi: «La volontà del Pd è quella di portare la legge in aula il prima possibile. Poi comincerà la “battaglia” con l’opposizione che tenterà di cambiarla. Noi vogliamo portarla avanti e approvarla così come è uscita dal Senato».
La partita vinta a palazzo Madama sembra comunque essere quella decisiva. «Non credo ci saranno particolari problemi. Gli ostacoli sono stati superati. A Montecitorio il Ddl sarà approvato subito», è la certezza di Paolo Gandolfi che sottolinea l’importanza della legge per i cittadini: «È comprensibile lo sconcerto di chi vede libero chi lo ha derubato. Per questo il disegno di legge modifica soprattutto la procedura e la velocizza – spiega il deputato di Reggio –. In Italia i meccanismi giudiziari si traducono spesso in tempi troppo lunghi e, purtroppo, la pena non è certa e immediata».
«Ci sono alcuni aspetti che allarmano i cittadini e che finalmente sono affrontati dalla legge – conferma la Iori –. Ho contribuito in prima persona alla stesura di alcune parti e credo sia un testo positivo. Il Senato ha poi confermato gli elementi su cui si basava il provvedimento della Camera: in particolare il raddoppio della pena per i reati contro la persona e i per furti e rapine che colpiscono i cittadini nella sfera dell’intimità».
Certezza della pena per i furti che è stato il cavallo di battaglia della mobilitazione dei sindaci dell’unione Tresinaro-Secchia. Primi cittadini a cui i deputati riconoscono un ruolo importante. «Hanno fatto bene individuando delle soluzioni e sollecitando il parlamento – è il giudizio di Marchi –. Del resto loro sono sempre in prima linea su tutto: sono i primi soggetti della Repubblica con cui si confrontano i cittadini».
Cittadini, primi o secondi, che ora attendono il sì della Camera dei deputati.
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