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Iren, oltre 250 lavoratori in sciopero per il contratto 

Iren, oltre 250 lavoratori in sciopero per il contratto 

La protesta, incrocia le braccia l’80% dei dipendenti della multiutility Filctem Cgil: «Regole inaccettabili». Il caso finirà anche in Sala del Tricolore  

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REGGIO EMILIA . «Chiederemo che anche il consiglio comunale di Reggio si pronunci e prenda posizione sulla vertenza che sta contrapponendo le principali organizzazioni di servizio italiane alla maggior parte del personale dipendente». È una delle annotazioni pronunciate ieri durante lo sciopero contro Iren che ha portato in piazza, nella vicina Parma, oltre 250 persone delle sedi di Reggio, Parma e Piacenza.
Osservazioni di Gregorio Villirillo della Filctem Cgil che ha poi aggiunto: «La nostra protesta accomuna i dipendenti di Iren ai colleghi di Hera, A2A ed Acea: si vogliono introdurre regole inaccettabili nei contratti nazionali. Analoghe manifestazioni sono in atto a Bologna oltre che a Genova e Torino. Al nostro fianco, qui a Parma, c’è il consigliere comunale di Reggio, Lanfranco De Franco, che chiederà all’amministrazione reggiana di esprimerci solidarietà. Si tratta di problemi rilevanti e lo dimostra chiaramente il fatto che alla nostra azione di protesta partecipa quasi l’80% del personale di Iren». Per De Franco, capogruppo Mdp in Sala Tricolore, «è necessario che Iren assuma un atteggiamento di massima collaborazione per una contrattazione proficua. In generale, è inammissibile che grandi aziende a maggioranza pubblica come Iren, considerino il costo del lavoro una variabile da ridurre per aumentare i profitti. Così come è inaccettabile che sia messa sul tavolo la possibilità di demansionamenti mentre continuano a essere erogati importanti dividendi ai soci e premi di produzione ai dirigenti». Numerosi i punti in discussione in una trattativa che si prolunga da 14 mesi e si collega al nuovo contratto nazionale dei settori gas e acqua. «Si comincia dal tentativo di avviare un demansionamento – precisa Villirillo – che dequalificherebbe il nostro lavoro. Si aggiunga l’abbassamento dello straordinario con l’inserimento di nuove norme sui turni fino ad arrivare quasi ad un raddoppio dei tempi in un programma di riqualificazione nazionale degli accordi. Altra anomalia che abbiamo rilevato è l’intenzione di un inasprimento delle sanzioni con possibilità di arrivare al licenziamento per scarso rendimento. Chi fissa le misure limite e chi verifica il loro rispetto? Quali norme possono intervenire sugli aspetti salariali? Nel settore energia si parla di un aumento medio di 60 euro per l’Enel. Chiediamo un paio di decine di euro in più». Intanto le manifestazioni proseguono. (l.v.)

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