«Lunedì abbattuto l’ultimo diaframma della Bocco-Canala»
Castelnovo, annuncio di Delrio all’incontro sulla statale 63 Anas e Provincia: niente grandi opere ma più manutenzione
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CASTELNOVO MONTI. Non più opere dai grandi costi, vista la carenza di risorse, ma interventi più sostenibili e in tempi accettabili. Quindi più manutenzioni (ordinarie e straordinarie) e miglioramento del tracciato esistente: è la prospettiva emersa dal convegno sulla statale 63 ieri pomeriggio a Castelnovo Monti. Un incontro il cui ospite d’onore è stato il ministro Graziano Delrio, ospite del sindaco Enrico Bini insieme alla senatrice Leana Pignedoli, a Claudio De Lorenzo dell’Anas, al sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini, e il presidente della Provincia Giammaria Manghi.
Ad aprire il dibattito è stato Bini, che ha sottolineato come una statale migliore «può mettere il territorio in grado di attrarre persone a vivere in montagna anche dalla città e dalla pianura, grazie alla qualità di vita che offre».
Un visione condivisa dal Delrio. «I territori periferici sopravvivono se c’è una arteria robusta, come un corpo umano – ha sottolineato il ministro –. Qui abbiamo la fortuna di partire da un grande lavoro che è stato fatto negli anni. Ritengo importante il fatto che per gli interventi sulle strade statali siamo passati dalle programmazioni annuali, che impedivano prospettive a medio-lungo termine, a un piano quinquennale, con una copertura di circa 20 miliardi. Ora chiediamo agli enti locali di essere pronti nella progettazione: averla da parte di chi conosce e vive il territorio dà ovviamente dei risultati migliori».
Quindi il ministro ha parlato della situazione sulla statale 63: «Vi annuncio che il 20 marzo sarà abbattuto l’ultimo diaframma della seconda galleria della Bocco-Canala, il cantiere va avanti spedito e credo che entro la fine dell’estate andremo alla sua chiusura. La manutenzione ordinaria e straordinaria è poi fondamentale, come dimostrano proprio alcuni esempi sulla 63, e noi abbiamo portato il budget di Anas dedicato alla manutenzione al 50% del totale, perché si tratta di lavori snelli, affrontabili con tempi accettabili e comunque profondamente utili».
«Sulla Statale 63 si è fatto e si sta facendo tanto: ben 70 milioni di investimenti e altri cantieri ormai in partenza», ha aggiunto la senatrice Pignedoli mentre Claudio De Lorenzo, responsabile Anas per il coordinamento territoriale nord est, ha indicato i prossimi interventi «in particolare l’adeguamento tecnologico degli impianti della galleria “Casina” (quella tra Migliara e, appunto, l’abitato di Casina) per 9 milioni. Il 13 marzo è stata aggiudicata inoltre la rotatoria in comune di Vezzano per un importo di 220 mila euro (incrocio statale 63-via al Palazzo), e sono programmati altri interventi di ripristino in punti dove si sono verificati dei dissesti».
A fare il punto sugli altri lavori è stata la Provincia. Anzitutto con Valerio Bussei, dirigente del servizio infrastrutture della Provincia, ha spiegato che ha annunciato investimenti per 12 milioni di euro per la variante di Canali e la bretella di Rivalta, e di 5 milioni per il collegamento tra via del Boraccione e la variante di Canali. Piccoli ma importanti lavori, secondo una linea confermata dal sindaco di Quattro Castella, Andrea Tagliavini, intervenuto in veste di delegato provinciale alle Infrastrutture e mobilità: «Abbiamo abbandonando ipotesi di gallerie o varianti da 100-150 milioni per intervenire nel miglioramento del tracciato esistente».
Infine, dopo che Giovanni Teneggi, delle imprese del territorio, ha sottolineato a Delrio le preoccupazioni legate all’applicazione del Codice degli appalti per i lavori “sotto soglia”, che per come è impostato rischia di essere una lotteria a estrazione, l’incontro è stato chiuso dal presidente Manghi: «Oggi la Provincia ha un ruolo minore sugli interventi diretti ma ha importanti funzioni di coordinamento per la progettazione e come stazione appaltante unica di 23 comuni del territorio. Resta il problema delle risorse: ad oggi non abbiamo quelle necessarie per la manutenzione delle provinciali, 960 chilometri da Ventasso a Luzzara. Un esempio è la variante di Ponte Rosso: abbiamo avuto bisogno di due anni per trovare i fondi. Speriamo che il 21 giugno il Tar metta la parola fine alla vicenda e finalmente il cantiere parta».
Ad aprire il dibattito è stato Bini, che ha sottolineato come una statale migliore «può mettere il territorio in grado di attrarre persone a vivere in montagna anche dalla città e dalla pianura, grazie alla qualità di vita che offre».
Un visione condivisa dal Delrio. «I territori periferici sopravvivono se c’è una arteria robusta, come un corpo umano – ha sottolineato il ministro –. Qui abbiamo la fortuna di partire da un grande lavoro che è stato fatto negli anni. Ritengo importante il fatto che per gli interventi sulle strade statali siamo passati dalle programmazioni annuali, che impedivano prospettive a medio-lungo termine, a un piano quinquennale, con una copertura di circa 20 miliardi. Ora chiediamo agli enti locali di essere pronti nella progettazione: averla da parte di chi conosce e vive il territorio dà ovviamente dei risultati migliori».
Quindi il ministro ha parlato della situazione sulla statale 63: «Vi annuncio che il 20 marzo sarà abbattuto l’ultimo diaframma della seconda galleria della Bocco-Canala, il cantiere va avanti spedito e credo che entro la fine dell’estate andremo alla sua chiusura. La manutenzione ordinaria e straordinaria è poi fondamentale, come dimostrano proprio alcuni esempi sulla 63, e noi abbiamo portato il budget di Anas dedicato alla manutenzione al 50% del totale, perché si tratta di lavori snelli, affrontabili con tempi accettabili e comunque profondamente utili».
«Sulla Statale 63 si è fatto e si sta facendo tanto: ben 70 milioni di investimenti e altri cantieri ormai in partenza», ha aggiunto la senatrice Pignedoli mentre Claudio De Lorenzo, responsabile Anas per il coordinamento territoriale nord est, ha indicato i prossimi interventi «in particolare l’adeguamento tecnologico degli impianti della galleria “Casina” (quella tra Migliara e, appunto, l’abitato di Casina) per 9 milioni. Il 13 marzo è stata aggiudicata inoltre la rotatoria in comune di Vezzano per un importo di 220 mila euro (incrocio statale 63-via al Palazzo), e sono programmati altri interventi di ripristino in punti dove si sono verificati dei dissesti».
A fare il punto sugli altri lavori è stata la Provincia. Anzitutto con Valerio Bussei, dirigente del servizio infrastrutture della Provincia, ha spiegato che ha annunciato investimenti per 12 milioni di euro per la variante di Canali e la bretella di Rivalta, e di 5 milioni per il collegamento tra via del Boraccione e la variante di Canali. Piccoli ma importanti lavori, secondo una linea confermata dal sindaco di Quattro Castella, Andrea Tagliavini, intervenuto in veste di delegato provinciale alle Infrastrutture e mobilità: «Abbiamo abbandonando ipotesi di gallerie o varianti da 100-150 milioni per intervenire nel miglioramento del tracciato esistente».
Infine, dopo che Giovanni Teneggi, delle imprese del territorio, ha sottolineato a Delrio le preoccupazioni legate all’applicazione del Codice degli appalti per i lavori “sotto soglia”, che per come è impostato rischia di essere una lotteria a estrazione, l’incontro è stato chiuso dal presidente Manghi: «Oggi la Provincia ha un ruolo minore sugli interventi diretti ma ha importanti funzioni di coordinamento per la progettazione e come stazione appaltante unica di 23 comuni del territorio. Resta il problema delle risorse: ad oggi non abbiamo quelle necessarie per la manutenzione delle provinciali, 960 chilometri da Ventasso a Luzzara. Un esempio è la variante di Ponte Rosso: abbiamo avuto bisogno di due anni per trovare i fondi. Speriamo che il 21 giugno il Tar metta la parola fine alla vicenda e finalmente il cantiere parta».
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