Montecchio, una ditta è interessata alla Ape
Un’impresa del settore si è fatta avanti per proseguire l’attività, ma i 63 addetti restano a rischio
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MONTECCHIO. Spunta una manifestazione di interesse per l’Ape di Montecchio, l’azienda leader nel comparto manufatti in cemento per strutture prefabbricate, controllata al 95% da Unieco e sull’orlo della chiusura. Una impresa emiliana del medesimo settore, vale a dire le costruzioni, ha manifestato il suo interesse, senza però avanzare una proposta concreta.
E’ quanto è emerso giovedì pomeriggio dal tavolo di confronto convocato in Provincia dalle istituzioni, dove per la prima volta si sono seduti anche i vertici Ape e Unieco per cercare una soluzione per i 63 posti di lavoro a rischio.
«Il quadro era e resta fortemente negativo – ha affermato Mauro Livi
L’azienda di via Leonardo da Vinci, coinvolta dalla crisi dell’edilizia con pesanti ripercussioni finanziarie sulla controllante Unieco, è di fatto ferma: i 63 addetti sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore fino all’autunno 2017, ma ora non ci sono più commesse e la dirigenza ha espresso l’intenzione di portare i libri in tribunale.
«Purtroppo l’incontro non ha prodotto sostanziali novità in quanto la dirigenza ha confermato uno stato fortemente compromesso – hanno dichiarato il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi e il sindaco di Montecchio Paolo Colli – L’unica possibile evoluzione positiva è legata alla manifestazione d’interesse, presentata nei giorni scorsi da parte di un operatore al fine di proseguire l’attività: interesse che però è indispensabile venga concretizzato al più presto, visto i margini temporali davvero molto ristretti».
«Il quadro era e resta fortemente negativo – ha affermato Mauro Livi, segretario Fillea-Cgil – il rischio è che chi è interessato si faccia avanti dopo il fallimento, per avere una scatola vuota dei dipendenti». Lunedì un altro incontro in Comune a Montecchio. (am.p.)
E’ quanto è emerso giovedì pomeriggio dal tavolo di confronto convocato in Provincia dalle istituzioni, dove per la prima volta si sono seduti anche i vertici Ape e Unieco per cercare una soluzione per i 63 posti di lavoro a rischio.
«Il quadro era e resta fortemente negativo – ha affermato Mauro Livi
L’azienda di via Leonardo da Vinci, coinvolta dalla crisi dell’edilizia con pesanti ripercussioni finanziarie sulla controllante Unieco, è di fatto ferma: i 63 addetti sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore fino all’autunno 2017, ma ora non ci sono più commesse e la dirigenza ha espresso l’intenzione di portare i libri in tribunale.
«Purtroppo l’incontro non ha prodotto sostanziali novità in quanto la dirigenza ha confermato uno stato fortemente compromesso – hanno dichiarato il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi e il sindaco di Montecchio Paolo Colli – L’unica possibile evoluzione positiva è legata alla manifestazione d’interesse, presentata nei giorni scorsi da parte di un operatore al fine di proseguire l’attività: interesse che però è indispensabile venga concretizzato al più presto, visto i margini temporali davvero molto ristretti».
«Il quadro era e resta fortemente negativo – ha affermato Mauro Livi, segretario Fillea-Cgil – il rischio è che chi è interessato si faccia avanti dopo il fallimento, per avere una scatola vuota dei dipendenti». Lunedì un altro incontro in Comune a Montecchio. (am.p.)
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