Pene più severe e tempi più stretti
La riforma del processo penale è stata approvata dall'aula del Senato mercoledì scorso. Il testo è passato con 156 sì, 121 no e un solo astenuto. Per la sua approvazione il Governo ha dovuto mettere...
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La riforma del processo penale è stata approvata dall'aula del Senato mercoledì scorso. Il testo è passato con 156 sì, 121 no e un solo astenuto. Per la sua approvazione il Governo ha dovuto mettere la fiducia al provvedimento.
Tra le novità principali del disegno di legge ci sono la delega al governo per rivedere la disciplina delle intercettazioni, con una stretta, e uniformarne la spesa; il superamento della legge cosiddetta ex Cirielli sulla prescrizione; l'inasprimento delle pene per alcuni reati di allarme sociale, tra cui il voto di scambio politico-mafioso, i reati contro la persona, furti e rapine; l’estinzione di alcuni reati perseguibili a querela in seguito a condotte riparatorie come il risarcimento.
Il testo uscito da palazzo Madama è, di fatto, un maximendamento di 94 commi che recepisce, sostituendolo in toto, il testo di 40 articoli approvato dalla commissione Giustizia del Senato lo scorso agosto e che introduceva alcune variazioni al testo già approvato a Montecitorio il 23 settembre 2015. Ora il ddl torna alla Camera che, tuttavia, dovrebbe avere tempi più brevi rispetto a quelli che sono stati necessari al Senato.
Tra le novità principali del disegno di legge ci sono la delega al governo per rivedere la disciplina delle intercettazioni, con una stretta, e uniformarne la spesa; il superamento della legge cosiddetta ex Cirielli sulla prescrizione; l'inasprimento delle pene per alcuni reati di allarme sociale, tra cui il voto di scambio politico-mafioso, i reati contro la persona, furti e rapine; l’estinzione di alcuni reati perseguibili a querela in seguito a condotte riparatorie come il risarcimento.
Il testo uscito da palazzo Madama è, di fatto, un maximendamento di 94 commi che recepisce, sostituendolo in toto, il testo di 40 articoli approvato dalla commissione Giustizia del Senato lo scorso agosto e che introduceva alcune variazioni al testo già approvato a Montecitorio il 23 settembre 2015. Ora il ddl torna alla Camera che, tuttavia, dovrebbe avere tempi più brevi rispetto a quelli che sono stati necessari al Senato.
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