Gazzetta di Reggio

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Rincaro Tari, la fronda dell’Appennino 

di Ambra Prati
Rincaro Tari, la fronda dell’Appennino 

Quest’anno aumento del 3,8%. Sette Comuni montani più Viano si astengono. Atersir: «I dividendi Iren per ripianare»

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VENTASSO. Il rincaro della Tari – sebbene ridotto nel Reggiano dall’8% previsto al 3.8% effettivo – ha provocato la fronda dei Comuni montani (Castelnovo Monti, Carpineti, Casina, Toano, Villa Minozzo, Vetto, Ventasso) più Viano, che vorrebbero una ripartizione diversa della tariffa rifiuti – questa sì differenziata – e che hanno espresso perplessità sulla “ricetta” proposta da Atersir, vale a dire utilizzare i dividendi Iren per compensare e abbassare ulteriormente la percentuale.
Ieri mattina si è riunito a Palazzo Allende il Consiglio locale di Atersir, l’Assemblea dei sindaci che si occupa di servizio idrico e rifiuti. Il Consiglio – che è coordinato dall’assessore all’Ambiente del Comune di Reggio Emilia, Mirko Tutino, al quale partecipa anche il presidente della Provincia, Giammaria Manghi – ha approvato il piano economico-finanziario del servizio rifiuti che, per il 2017, prevede il definitivo adeguamento (calcolato per l’intera annualità) al Piano regionale di gestione rifiuti, che impone il conferimento del rifiuto urbano indifferenziato all’inceneritore di Parma.
Proprio l’impianto di Parma, che ha costi di smaltimento superiori a quelli che il territorio reggiano doveva sostenere con le discariche, è all’origine dell’impennata della tariffa. «Nelle simulazioni fatte ad inizio anno si prevedeva un aumento dei costi pari all’8%. Tale cifra è la conseguenza, in particolare, del fatto che la Regione negli ultimi due anni aveva garantito contributi straordinari che avevano abbattuto ogni incremento», ha fatto sapere Atersir. Contributi che ora non esistono più. Perciò, «un gruppo di lavoro interno, esaminando gli effetti positivi sulla quantità di rifiuti a smaltimento prevista con l’estensione del porta a porta in corso nel Comune di Reggio Emilia, ha ridimensionato questo incremento di costi ad un più modesto 3,8%».
Anche questa cifra, tuttavia, non corrisponde all’effetto pratico e diretto sulla Tari (Tassa rifiuti) perché ogni Comune ha comunque ulteriori variabili in grado di incrementare o ridurre tale percentuale. Il Consiglio locale di Atersir ha espresso all’unanimità «la volontà di lavorare sulle variabili locali, per ridimensionare ulteriormente il 3.8%, impegnandosi a verificare la possibilità di utilizzare in tal direzione i maggiori dividendi che Iren riconoscerà ai Comuni».
Ed è proprio su questo nodo che c’è stata la levata di scudi da parte dei Comuni dell’Unione Montana e di Viano. Sul 90% delle quote presenti (36 comuni), il Piano economico-finanziario è stato approvato con l’81% delle quote e 28 voti favorevoli. Otto comuni dell’Appennino (9% delle quote) si sono astenuti dalla votazione, ritenendo che i costi non siano distribuiti equamente tra la montagna ed il resto del territorio.
«Noi pensiamo che la tariffa unica in tutta la Regione sia penalizzante e che la ripartizione andrebbe rivista, con un calcolo che tenga conto dell’orografia del territorio, in Appennino talmente vasto da rendere antieconomico il porta a porta ma conpochi abitanti e quindi con una produzione di rifiuti molto bassa – ha spiegato il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini – gli sbandierati dividendi Iren non sono una soluzione. Castelnovo Monti riceve da Iren 114mila euro all’anno, ma ci sono Comuni piccoli con poche quote che incassano dai mille ai tremila euro. E non prendiamoci in giro: la maggior parte delle municipalità, soprattutto i piccoli, usano già i dividendi Iren per far quadrare i conti; se si toglie quella somma si crea comunque un buco nel bilancio. E’ un cane che si morde la coda».
«Il confronto con la Regione proseguirà – ha concluso il presidente della Provincia Giammaria Manghi – senza trascurare il tema legato all’utilizzo degli impianti esistenti nelle tre province di Piacenza, Parma e Reggio: l’obiettivo è quello di provare ad elevare le ricadute positive sulla gestione dei costi generali».
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