LA POLEMICA
Voucher aboliti Veneroni si scaglia contro Prampolini
REGGIO EMILIA. «L’abolizione dei voucher è una vittoria della Cgil». Questo il commento di Carlo Veneroni del coordinamento provinciale di Mdp (Movimento Democratici Progressisti) di Reggio, che poi...
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REGGIO EMILIA. «L’abolizione dei voucher è una vittoria della Cgil». Questo il commento di Carlo Veneroni del coordinamento provinciale di Mdp (Movimento Democratici Progressisti) di Reggio, che poi si scaglia contro la presidente provinciale di Confcommercio Donatella Prampolini colpevole di aver sostenuto che «abolire i voucher significa incentivare il lavoro nero».
Per Carlo Veneroni (che è anche segretario provinciale del Sunia), l’abolizione dei voucher oltre che della Cgil è anche una vittoria di chi nel centrosinistra ha avuto il coraggio di smarcarsi dalle posizioni di Matteo Renzi sul lavoro. «La loro abrogazione – dice – permette al Pd di sottrarsi alla battaglia sul referendum proposto dalla Cgil che ha raccolto le firme di 3,3 milioni di cittadini». Nel merito dei voucher, per l’esponente reggiano di Mdp «la loro cancellazione è una vittoria soprattutto perché andava fermato l’uso scellerato di uno strumento che ha finito per precarizzare ulteriormente il lavoro».
Per questa ragione, «sono inaccettabili le accuse di chi come il presidente provinciale di Confcommercio sostiene che abolire i voucher incentivi il lavoro nero».
La situazione attuale invece, per l’esponente di Mdp «è il risultato di un ampliamento del campo di applicazione dei voucher che oggi servono a tutto fuorché a rispondere ai bisogni del lavoro domestico. La richiesta di questo strumento invece arriva soprattutto dal mondo delle imprese, in particolare da quelle piccole e senza dipendenti, dove è alto il rischio che la domanda di lavoro episodica si trasformi in domanda di lavoro continuativo».
La soluzione per far emergere il sommerso, conclude Veneroni, «dovrà essere affrontata dal Parlamento e dal governo con strumenti alternativi adeguati, ricercando una concertazione con le parti sindacali». (r.f.)
Per Carlo Veneroni (che è anche segretario provinciale del Sunia), l’abolizione dei voucher oltre che della Cgil è anche una vittoria di chi nel centrosinistra ha avuto il coraggio di smarcarsi dalle posizioni di Matteo Renzi sul lavoro. «La loro abrogazione – dice – permette al Pd di sottrarsi alla battaglia sul referendum proposto dalla Cgil che ha raccolto le firme di 3,3 milioni di cittadini». Nel merito dei voucher, per l’esponente reggiano di Mdp «la loro cancellazione è una vittoria soprattutto perché andava fermato l’uso scellerato di uno strumento che ha finito per precarizzare ulteriormente il lavoro».
Per questa ragione, «sono inaccettabili le accuse di chi come il presidente provinciale di Confcommercio sostiene che abolire i voucher incentivi il lavoro nero».
La situazione attuale invece, per l’esponente di Mdp «è il risultato di un ampliamento del campo di applicazione dei voucher che oggi servono a tutto fuorché a rispondere ai bisogni del lavoro domestico. La richiesta di questo strumento invece arriva soprattutto dal mondo delle imprese, in particolare da quelle piccole e senza dipendenti, dove è alto il rischio che la domanda di lavoro episodica si trasformi in domanda di lavoro continuativo».
La soluzione per far emergere il sommerso, conclude Veneroni, «dovrà essere affrontata dal Parlamento e dal governo con strumenti alternativi adeguati, ricercando una concertazione con le parti sindacali». (r.f.)
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