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Cyrano confessa altre due rapine «Ah, è vero! Le avevo scordate...»
MONTECCHIO. «Le due rapine nel Modenese? Ah, è vero, le avevo proprio dimenticate».Paradossale, come spesso gli succede nel suo agire: stiamo parlando del rapinatore Giovanni D’Angelo che ieri...
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MONTECCHIO. «Le due rapine nel Modenese? Ah, è vero, le avevo proprio dimenticate».
Paradossale, come spesso gli succede nel suo agire: stiamo parlando del rapinatore Giovanni D’Angelo che ieri – assistito dall’avvocato difensore Noris Bucchi – ha risposto così al gip nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia tenutosi in carcere a Piacenza.
Ha confessato con disinvoltura, come bere un bicchier d’acqua, il che è perfettamente in linea con i suoi trascorsi delinquenziali legati alla tossicodipendenza, da cui non riesce proprio ad uscire. «Il mio auspicio – rimarca al termine dell’interrogatorio l’avvocato Bucchi – è che D’Angelo finalmente si curi anche con l’aiuto del carcere, affinché esca davvero dal tunnel in cui è entrato tanti anni fa».
Ora sono diventate sei le rapine che vengono addebitate al 42enne originario di Montecchio e detto “Cyrano” per il naso assai pronunciato. Per una di queste, cioè l’assalto ad una farmacia a Piacenza all’ora di chiusura, è stato condannato di recente – con rito abbreviato – a 3 anni di reclusione.
Ritornando agli assalti a raffica, tutto parte dal novembre scorso quando D’Angelo è fuggito, dopo aver ottenuto un permesso lavorativo dal carcere di Reggio. E per drogarsi ha cercato soldi sempre allo stesso modo: con un cutter in mano, minacciando bancari o farmacisti. Ora i carabinieri sono arrivati a chiudere il cerchio, contestando a D’Angelo le azioni di Modena e Castelfranco, avvenute con le stesse modalità operative. Il 42enne, infatti, era entrato al Credem come un normale cliente, a volto scoperto, intorno alle 10 del mattino. Una volta giunto alla cassa e di fronte all’unica dipendente presente aveva estratto il cutter chiedendo di avere tutti i soldi disponibili. La cassiera ha allungato i 50 euro che stava maneggiando in quel momento, spiegando che per il resto era necessario comunque attendere l’apertura della cassaforte.
Il bandito non ha voluto avere problemi; ha arraffato il poco denaro e si è dileguato con il magrissimo bottino. L’indomani è stata la volta di Castelfranco, dove è andato in scena un copione analogo: intorno alle 13 è arrivato alla CariCento e, con il cutter, ha imposto all’impiegata di dargli i contanti. La cassa però era chiusa. Ha provato anche ad attendere qualche minuto, ma ha dovuto presto alzare bandiera bianca. Era talmente tanto turbato da faticare a trovare la strada per l’uscita dalla banca...(t.s.)
Paradossale, come spesso gli succede nel suo agire: stiamo parlando del rapinatore Giovanni D’Angelo che ieri – assistito dall’avvocato difensore Noris Bucchi – ha risposto così al gip nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia tenutosi in carcere a Piacenza.
Ha confessato con disinvoltura, come bere un bicchier d’acqua, il che è perfettamente in linea con i suoi trascorsi delinquenziali legati alla tossicodipendenza, da cui non riesce proprio ad uscire. «Il mio auspicio – rimarca al termine dell’interrogatorio l’avvocato Bucchi – è che D’Angelo finalmente si curi anche con l’aiuto del carcere, affinché esca davvero dal tunnel in cui è entrato tanti anni fa».
Ora sono diventate sei le rapine che vengono addebitate al 42enne originario di Montecchio e detto “Cyrano” per il naso assai pronunciato. Per una di queste, cioè l’assalto ad una farmacia a Piacenza all’ora di chiusura, è stato condannato di recente – con rito abbreviato – a 3 anni di reclusione.
Ritornando agli assalti a raffica, tutto parte dal novembre scorso quando D’Angelo è fuggito, dopo aver ottenuto un permesso lavorativo dal carcere di Reggio. E per drogarsi ha cercato soldi sempre allo stesso modo: con un cutter in mano, minacciando bancari o farmacisti. Ora i carabinieri sono arrivati a chiudere il cerchio, contestando a D’Angelo le azioni di Modena e Castelfranco, avvenute con le stesse modalità operative. Il 42enne, infatti, era entrato al Credem come un normale cliente, a volto scoperto, intorno alle 10 del mattino. Una volta giunto alla cassa e di fronte all’unica dipendente presente aveva estratto il cutter chiedendo di avere tutti i soldi disponibili. La cassiera ha allungato i 50 euro che stava maneggiando in quel momento, spiegando che per il resto era necessario comunque attendere l’apertura della cassaforte.
Il bandito non ha voluto avere problemi; ha arraffato il poco denaro e si è dileguato con il magrissimo bottino. L’indomani è stata la volta di Castelfranco, dove è andato in scena un copione analogo: intorno alle 13 è arrivato alla CariCento e, con il cutter, ha imposto all’impiegata di dargli i contanti. La cassa però era chiusa. Ha provato anche ad attendere qualche minuto, ma ha dovuto presto alzare bandiera bianca. Era talmente tanto turbato da faticare a trovare la strada per l’uscita dalla banca...(t.s.)
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