Fiom: «Preoccupati per Reggio e Bologna»
Segnali di ripresa in Regione ma secondo il sindacato le due città rischiano grosso visti i licenziamenti
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REGGIO EMILIA. Segnali di ripresa in Emilia-Romagna, ma non mancano le situazioni di crisi su cui la Fiom vigila costantemente. A dirlo ieri i rappresentati delle tute blu di Bologna, provincia ai margini del contesto di piena ripresa insieme a Reggio Emilia, tirata in ballo dalla Fiom durante una conferenza stampa. «Coopsette aveva 500 dipendenti - è intervenuto infatti Sergio Guaitolini della Fiom Reggio Emilia - per 400 di loro ci sarà la cessazione del rapporto di lavoro perché mancano le offerte d'acquisto per l'azienda. Teleya, che si occupa di involucri architettonici, cesserà l'attività il primo aprile e in uscita ci sono cinquanta dipendenti; Methis, che fa arredamenti per uffici, ha ancora tre mesi di cassa in deroga, ma l'unica proposta è riformare la cooperativa dopo che i lavoratori hanno già perso la quota sociale e hanno diverse mensilità arretrate». Altra situazione delicata è quella della ex Terex, le ex Officine Reggiane: «Parliamo di un gruppo che ha già sofferto tre ristrutturazioni - prosegue Guaitolini - e oggi coinvolge 150 dipendenti. L'attuale proprietà ha cinque stabilimenti saturi in Europa, sta valutando quali tenere aperti e potremmo avere problemi su quello di Lentigione».
A Bologna preoccupano soprattutto la ex Bredamenarinibus e la gestione della crisi del gruppo Paritel (meccanica), che coinvolge Cevolani e Imt e rischia di trascinare anche la Demm di Porretta Terme. «Il rischio è quello di perdere 500 posti di lavoro nei prossimi sei mesi, e non sarebbero recuperabili», spiega il segretario regionale Fiom Emilia-Romagna Bruno Papignani, mentre c'è fiducia per quanto riguarda la Selcom. «C'è un bando e ci sono due proposte che salvaguardano accordi e occupazione dell'azienda», aggiunge Papignani. Molto pesante invece la situazione nel Reggiano, in particolare per quanto riguarda il mondo cooperativo.
A Bologna preoccupano soprattutto la ex Bredamenarinibus e la gestione della crisi del gruppo Paritel (meccanica), che coinvolge Cevolani e Imt e rischia di trascinare anche la Demm di Porretta Terme. «Il rischio è quello di perdere 500 posti di lavoro nei prossimi sei mesi, e non sarebbero recuperabili», spiega il segretario regionale Fiom Emilia-Romagna Bruno Papignani, mentre c'è fiducia per quanto riguarda la Selcom. «C'è un bando e ci sono due proposte che salvaguardano accordi e occupazione dell'azienda», aggiunge Papignani. Molto pesante invece la situazione nel Reggiano, in particolare per quanto riguarda il mondo cooperativo.
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