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«Golena luogo di ritrovo a luci rosse» 

«Golena luogo di ritrovo a luci rosse» 

Guastalla, la cooperativa che da anni si prende cura della zona segnala frequentazioni equivoche: «Continuo viavai sotto il ponte»

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GUASTALLA. Golena del fiume Po a luci rosse tra il sentiero della Crostolina, il sentiero dell’Alzaia e l’Isola del Peccato. «Gli atti vandalici sono una strategia dei frequentatori notturni per allontanare i curiosi». È l’ipotesi di Emilio Maestri, presidente della cooperativa Eden, che da 30 anni si prende cura della golena con centinaia di piantumazioni di alberi e manutenzione dei sentieri naturalistici.

L’atto vandalico, avvenuto pochi giorni fa, ha comportato la distruzione di 80 cartelli turistici e ha fatto emergere in tutta la sua ampiezza una realtà nascosta di incontri sessuali.

Diverse sono state le segnalazioni in merito a un sospetto viavai di gente. Segnalazioni arrivate da bikers, naturalisti, ambientalisti e altri frequentatori dell’area golenale. Ogni giorno sotto il ponte tra Guastalla e Dosolo, al confine tra il territorio reggiano e quello mantovano, si notano automobili parcheggiate. Ci si arriva dalla strada provinciale che attraversa il ponte sul Po in direzione di Viadana e si svolta a destra imboccando via Baita, una strada bianca che, dopo un centinaio di metri, è chiusa da una sbarra. Il sentiero si biforca e, girando a destra, si passa sotto il ponte: sulla sinistra c’è un cartello che riporta l’avviso del progetto “Grande Crostolina”, una sorta di guado in ghiaia molto utile in caso di piena del fiume per evitare che la corrente danneggi i piloni. Proseguendo ancora per qualche centinaio di metri, attraverso un sentiero impervio, si arriva in una radura nei pressi dell’Isola del Peccato, zona che in passato è salita alla ribalta della cronaca per il ritrovamento del cadavere di un infermiere mantovano di 56 anni che lavorava all’ospedale di Guastalla.

Siamo andati a verificare di primo pomeriggio. Tra la vegetazione si intravvedono alcune auto. Dentro però non c’è nessuno. I guastallesi girano a piedi e in bicicletta. Chi frequenta la zona nelle ore diurne per fare sport racconta che nei fine settimana c’è parecchio movimento. Si vocifera che la parola d’ordine per gli incontri a luce rossa sia «Stai cercando una chiave?».

Voci non verificabili, ma intanto il viavai equivoco allarma i volontari che si occupano della golena. «È indecoroso accompagnare scolaresche a visitare le bellezze del Po per poi vedere gente uscire dai cespugli», racconta Emilio Maestri, che sospetta un collegamento tra i visitatori notturni e gli atti vandalici sulla cartellonistica. «Questi pali sono stati piantati con un escavatore a vari metri di profondità: non riuscendo a toglierli, hanno spaccato i cartelli. Non vogliono che qualcuno li disturbi. Ma questa golena è patrimonio di tutti e non è un luogo per incontri di sesso».

Sparsi lungo i sentieri e le siepi, si notano decine di fazzoletti di carta. «Puliamo sempre quando invitiamo gli studenti: questi fazzoletti non c’erano quando siamo venuti per verificare i danneggiamenti». Di notte sembra aver preso piede il “car sex parking”, durante il quale i frequentatori a caccia di avventure entrano in contatto facendo segnali coi fari. Un fenomeno non nuovo, che però sotto il ponte pare essersi intensificato. (m.p.)
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