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I richiedenti asilo messi a spazzare le strade di Rubiera 

I richiedenti asilo messi a spazzare le strade di Rubiera 

L’iniziativa è nata grazie a una convenzione con l’Auser I giovani africani lavorano come volontari in parchi e strade

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RUBIERA . I richiedenti asilo rubieresi? Impegnati in lavori socialmente utili per il paese, dalla pulizia dei parchi alla verniciatura delle staccionate e alla raccolta dei rifiuti.
Nei giorni scorsi a Rubiera è partito un progetto che coinvolge l’Auser e diversi ragazzi africani, parte del gruppo di oltre venti richiedenti asilo arrivati in paese nei mesi scorsi all’interno del piano provinciale di accoglienza e gestione dei migranti giunti in Italia.
Con le loro pettorine verdi, i giovani migranti si occuperanno di diversi lavoretti di manutenzione e pulizia; e al termine del periodo di lavoretti, riceveranno un attestato che certifica le attività svolte.
Il progetto parte da una convenzione fra Auser, Comune di Rubiera e le cooperative che gestiscono le case di accoglienza, così da poter garantire la copertura assicurativa che permettere ai ragazzi di lavorare in piena regolarità. I giovani africani si alternano fra le varie mansioni da svolgere nelle diverse zone del territorio rubierese, senza costi vivi per l’amministrazione, esclusi gli attrezzi e gli eventuali prodotti da usare, ad esempio la vernice. Il coordinamento è affidato ai volontari di Auser, che possono sfruttare anche le tante competenze in materia di Ivano Leoni, per decenni geometra all’ufficio tecnico comunale.
Ora Leoni è in pensione e dà una mano come volontario, sfruttando la sua perfetta conoscenza della topografia del paese. «Dal lunedì al venerdì – ha annunciato il sindaco Emanuele Cavallaro – d’ora in poi potreste incontrare per le strade e nei parchi di Rubiera Nje, Manga, Hidara, Godwin e gli altri loro colleghi, riconoscibili perché indossano le pettorine verdi. Sono i richiedenti asilo che soggiornano a Rubiera, che hanno dato la loro disponibilità volontaria a prendersi cura del paese che li ospita».
I primi giorni, ha raccontato il sindaco, sono andati bene. «Hanno pulito la via Emilia vicino al distributore, raccogliendo 18 sacconi tra foglie e immondizia; hanno iniziato il taglio dei polloni in zona sportiva e hanno lavorato al centro del riuso presso l’isola ecologica. Li ringrazio».
A inizio anno anche a Rubiera erano sorte preoccupazioni sull’arrivo di un gruppo di richiedenti asilo, come accaduto in altri paesi reggiani. Qualche dubbio l’aveva generato l’invio in paese di una decina di ragazzi in una seconda fase, senza che fossero stati avvertiti gli enti locali, e dopo una serie di incontri la situazione si era nuovamente tranquillizzata. Ora questo progetto potrebbe aiutare ulteriormente ad abbattere timori e diffidenze e a far integrare i migranti nella comunità rubierese. «L’articolo 1 della nostra Costituzione dice che siamo una Repubblica fondata sul lavoro: lo dice la stessa Carta che garantisce il diritto d’asilo. Lavorare mi pare un buon modo di dimostrare che si condivide questo valore. Al termine ogni volontario riceverà un attestato con scritto i lavori che ha svolto», ha commentato Cavallaro, che vuole ringraziare l’Auser e, in particolare, il «buon esempio» Leoni. (adr.ar.)
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