La camera ardente
La disperazione dei genitori «Non ce la possiamo fare»
CAVRIAGO. Solo all’uscita della camera ardente i famigliari di Gianluca Manfredi e Germano Torri hanno avuto un momento di cedimento. La mamma di “Manfro”, Ivanna, è scoppiata in un pianto a dirotto,...
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CAVRIAGO. Solo all’uscita della camera ardente i famigliari di Gianluca Manfredi e Germano Torri hanno avuto un momento di cedimento. La mamma di “Manfro”, Ivanna, è scoppiata in un pianto a dirotto, sorretta dall’altro figlio, Fabrizio: «Non ce la posso fare». Anche la moglie Morena Colli ha avuto un momento di sconforto, mentre le amiche le abbracciavano. Il papà di “Germo”, Guido, si è appoggiato al muro, mentre stringeva mani e riceveva le condoglianze.
Più di un duecento persone ieri hanno affollato di buon mattino la camera ardente Manghi & Mantovani a Calerno, tanto che all’interno del villaggio Bellarosa quasi non si passava. Una partecipazione massiccia, a dimostrazione del cordoglio per la tragedia dei cinque amici a bordo dell’Opel Zafira che il 9 marzo scorso in A1 tra Parma e Campegine, di ritorno dal compleanno a Piacenza, si sono trovati davanti a un’auto e un camion fermi sulla carreggiata per un tamponamento. Un impatto costato la vita a Gianluca e Germano.
All’interno della camera ardente i due feretri, uno accanto all’altro, erano circondati da fiori: sopra le bare, oltre alle fotografie, una rosa bianca ciascuno, le maglie del Cska (la società calcistica amatoriale di Cavriago dove entrambi militavano), le sciarpe delle squadre preferite, mentre ai piedi c’era il pallone sempre della Cska, con le firme di ragazzi e dirigenti.
Una fila interminabile di cavriaghesi di tutte le età si è presentata per porgere le condoglianze ai familgiari. Famigliari che hanno voluto rimanere da soli, per pochi minuti di raccoglimento, soltanto prima che i feretri fossero portati fuori.
Più di un duecento persone ieri hanno affollato di buon mattino la camera ardente Manghi & Mantovani a Calerno, tanto che all’interno del villaggio Bellarosa quasi non si passava. Una partecipazione massiccia, a dimostrazione del cordoglio per la tragedia dei cinque amici a bordo dell’Opel Zafira che il 9 marzo scorso in A1 tra Parma e Campegine, di ritorno dal compleanno a Piacenza, si sono trovati davanti a un’auto e un camion fermi sulla carreggiata per un tamponamento. Un impatto costato la vita a Gianluca e Germano.
All’interno della camera ardente i due feretri, uno accanto all’altro, erano circondati da fiori: sopra le bare, oltre alle fotografie, una rosa bianca ciascuno, le maglie del Cska (la società calcistica amatoriale di Cavriago dove entrambi militavano), le sciarpe delle squadre preferite, mentre ai piedi c’era il pallone sempre della Cska, con le firme di ragazzi e dirigenti.
Una fila interminabile di cavriaghesi di tutte le età si è presentata per porgere le condoglianze ai familgiari. Famigliari che hanno voluto rimanere da soli, per pochi minuti di raccoglimento, soltanto prima che i feretri fossero portati fuori.
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