Si schianta e finge il furto dell’auto
Cadelbosco, 30enne di Guastalla nei guai per paura dei rimproveri del padre
2 MINUTI DI LETTURA
CADELBOSCO SOPRA. Piuttosto che affrontare il padre e dirgli di aver distrutto l’auto presa senza permesso, ha denunciato il furto della macchina finendo per essere lui stesso indagato per simulazione di reato. A scoprire la bugia sono stati i carabinieri di Cadelbosco e ora il 30enne di Guastalla dovrà affrontare tanto i rimproveri dei genitori quanto le conseguenze legali della denuncia.
L’incidente è avvenuto venerdì mattina a Cadelbosco. Il 30enne, alla guida di una Fiat Punto, è uscito fuori strada travolgendo i cartelli della segnaletica stradale e terminando la corsa contro il muretto di recinzione di una casa in via Leonardo Da Vinci. Nell’impatto è rimasto illeso, ma la preoccupazione per aver distrutto l’auto del padre 65enne è stata più forte della paura, o del sollievo, per lo scampato pericolo. Così è sceso dall’auto e si è allontanato non per cercare soccorsi ma per presentarsi nella caserma di Guastalla. Qui il giovane non ha denunciato l’incidente, ma bensì il furto dell’automobile.
Poco dopo la vettura è stata ritrovata dai carabinieri di Cadelbosco che, scoperto che l’auto era stata denunciata come rubata, hanno chiamato i colleghi scandianesi. La descrizione del furto data dal 30enne ai militari ha destato sospetti. Da qui le verifiche con testimoni e immagini delle telecamere di video sorveglianze da cui è emerso che il racconto del furto fornito dal giovane presentava più di una “falla”.
Il 30enne è stato quindi chiamato a Cadelbosco. Tuttavia, quella convocazione che immaginava fosse una mera formalità, è diventata per il guastallese la fine delle bugie. Davanti all’evidenza dei fatti, il 30enne è crollato e ha ammesso di essersi inventato tutto per paura di essere sgridato dal padre.
Così, nel giro di poche ore, il giovane operaio si è ritrovato da vittima di un furto a indagato per simulazione di reato e, infine, denunciato dai carabinieri di Cadelbosco Sopra alla procura della Repubblica preso il tribunale di Reggio Emilia.
L’incidente è avvenuto venerdì mattina a Cadelbosco. Il 30enne, alla guida di una Fiat Punto, è uscito fuori strada travolgendo i cartelli della segnaletica stradale e terminando la corsa contro il muretto di recinzione di una casa in via Leonardo Da Vinci. Nell’impatto è rimasto illeso, ma la preoccupazione per aver distrutto l’auto del padre 65enne è stata più forte della paura, o del sollievo, per lo scampato pericolo. Così è sceso dall’auto e si è allontanato non per cercare soccorsi ma per presentarsi nella caserma di Guastalla. Qui il giovane non ha denunciato l’incidente, ma bensì il furto dell’automobile.
Poco dopo la vettura è stata ritrovata dai carabinieri di Cadelbosco che, scoperto che l’auto era stata denunciata come rubata, hanno chiamato i colleghi scandianesi. La descrizione del furto data dal 30enne ai militari ha destato sospetti. Da qui le verifiche con testimoni e immagini delle telecamere di video sorveglianze da cui è emerso che il racconto del furto fornito dal giovane presentava più di una “falla”.
Il 30enne è stato quindi chiamato a Cadelbosco. Tuttavia, quella convocazione che immaginava fosse una mera formalità, è diventata per il guastallese la fine delle bugie. Davanti all’evidenza dei fatti, il 30enne è crollato e ha ammesso di essersi inventato tutto per paura di essere sgridato dal padre.
Così, nel giro di poche ore, il giovane operaio si è ritrovato da vittima di un furto a indagato per simulazione di reato e, infine, denunciato dai carabinieri di Cadelbosco Sopra alla procura della Repubblica preso il tribunale di Reggio Emilia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google