A fine messa “ritorna” Daniele e fa impazzire il servizio d’ordine
REGGIO EMILIA. Come Wojtyla dopo la prima messa da pontefice o come spesso fa Papa Francesco. Alla fine della messa il neovescovo Daniele Gianotti rompe il cerimoniale per abbracciare la sua gente e...
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REGGIO EMILIA. Come Wojtyla dopo la prima messa da pontefice o come spesso fa Papa Francesco. Alla fine della messa il neovescovo Daniele Gianotti rompe il cerimoniale per abbracciare la sua gente e mette in crisi il servizio d’ordine, in forze anche per la presenza del ministro Delrio.
«Ha fatto impazzire “l’intelligence”», dice una signora divertita. «Quanto è bello», aggiunge un’altra. «È rimasto il nostro Daniele», chiosa un altro fedele.
E proprio ai reggiani che lo hanno amato si rivolge Gianotti nel primo discorso da vescovo: «Tante persone e tanti gruppi meriterebbero una mia parola, una citazione. Invoco in mio aiuto lo spirito della Pentecoste», dice il vescovo ai presenti prima di rivolgersi ai suo nuovi fedeli, quelli di Crema: «Se vi ho lasciato per ultimi è perché le cose funzionano così: gli ultimi saranno i primi, ora i primi per me siete proprio voi».
I tanti fedeli arrivati dalla Lombardia applaudono la loro nuova guida, che non rinuncia a una battuta: «Temo non abbiate capito che povero vescovo vi sia capitato».
Ma i cremaschi, come i reggiani, voglio festeggiare Daniele Gianotti da Calerno. E si mettono in fila per abbracciarlo, porgergli il proprio saluto, il proprio grazie o, semplicemente, baciare l’anello del neovescovo. Il tutto mentre il servizio d’ordine si affannava, non riuscendoci, a creare un inutile cordone di sicurezza. (g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Ha fatto impazzire “l’intelligence”», dice una signora divertita. «Quanto è bello», aggiunge un’altra. «È rimasto il nostro Daniele», chiosa un altro fedele.
E proprio ai reggiani che lo hanno amato si rivolge Gianotti nel primo discorso da vescovo: «Tante persone e tanti gruppi meriterebbero una mia parola, una citazione. Invoco in mio aiuto lo spirito della Pentecoste», dice il vescovo ai presenti prima di rivolgersi ai suo nuovi fedeli, quelli di Crema: «Se vi ho lasciato per ultimi è perché le cose funzionano così: gli ultimi saranno i primi, ora i primi per me siete proprio voi».
I tanti fedeli arrivati dalla Lombardia applaudono la loro nuova guida, che non rinuncia a una battuta: «Temo non abbiate capito che povero vescovo vi sia capitato».
Ma i cremaschi, come i reggiani, voglio festeggiare Daniele Gianotti da Calerno. E si mettono in fila per abbracciarlo, porgergli il proprio saluto, il proprio grazie o, semplicemente, baciare l’anello del neovescovo. Il tutto mentre il servizio d’ordine si affannava, non riuscendoci, a creare un inutile cordone di sicurezza. (g.b.)
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