Il salotto della città resta senza banche
di Enrico Lorenzo Tidona
Dopo Bpm via anche la filiale Unicredit sotto il palazzo di Maramotti. Spariscono i bancomat e si moltiplicano gli spazi vuoti
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REGGIO EMILIA. Oltre alla grande sede a Palazzo Del Monte, Unicredit trasferirà anche l’altra filiale, quella “minore” di Piazza Prampolini, per inglobarla nella futura sede unica a Palazzo Pratonieri, situato pochi passi più a nord, in via Toschi. Muta così, forse in maniera definitiva, la disposizione in Piazza Prampolini, il salotto di Reggio Emilia, che vede sfumare definitivamente la sua anima finanziaria in ossequio ai tagli dei costi imposti dalle ristrutturazioni bancarie, che lasciano diverse caselle da riempire. Stringendo lo sguardo si può constatare che non rimarranno nemmeno bancomat sulla piazza; senza un distributore ci si dovrà dirigere in via Emilia San Pietro, via Toschi, piazza San Prospero e così via. Ma allargando lo sguardo per cercare una prospettiva di lungo respiro, si capisce come Piazza Prampolini si stia giocando una svolta storica. Il comune sta facendo la sua parte con la sistemazione del grande rettangolo centrale, cantiere a cielo aperto che intrattiene decine di umarells ogni giorno. Il nodo più corposo riguarda la Fondazione Manodori: presto potrebbe cambiare infatti indirizzo dopo Unicredit e lasciare Palazzo Del Monte, l’amata sede con affaccio su Piazza Prampolini. Nell’antico monte dei pegni, cuore finanziario della piazza, potrebbe trovare posto una grande catena del commercio. Diversi i contatti già avviati dalla Manodori, proprietaria dei muri, ma con due scogli davanti. L’affitto di Unicredit scade a fine anno e a fare gola ai pretendenti sono le grandi vetrine al piano terra di Palazzo del Monte. Il canone pagato da Unicredit è di oltre 600mila euro l’anno e la necessaria ristrutturazione dell’antico palazzo comporta vincoli storico-architettonici piuttosto stringenti. Serve qualcuno con mire di lungo periodo e tasche profonde. Poi, per l’appunto, le insegne di Unicredit verranno spente anche nel sottoportico del palazzo a est di Piazza Prampolini, di proprietà della famiglia Maramotti (secondi grandi azionisti reggiani della banca dopo la Manodori). Un altro spazio generoso e che sarà da riconvertire al suo interno. Pochi metri prima, sul medesimo lato, c’è un altro sportello rimasto vuoto da oltre un anno dopo l’addio della Banca Popolare di Milano, che ha concentrato l’attività in una filiale decentrata poco oltre la linea del Crostolo. Gli spazi vuoti e il loro destino sono chiaramente in mano ai privati e al loro volere. Il comune, che si affaccia a sua volta sulla grande piazza, sta spendendo 100mila euro per renderla più accogliente e appetibile. La regia pubblica, a livello strategico, sembra però necessaria quantomeno nel coordinamento dell’offerta per reggiani e turisti che vogliono vivere il centro storico.
Pur essendo il salotto storico della città, Piazza Prampolini si è fatta “scippare” lo scettro da una rinata Piazza Fontanesi, che ha beneficiato di un profondo maquillage studiato in passato dal comune e oggi oggetto del desiderio per ristoratori e baristi, che si contendono gli spazi ancora disponibili, attratti dalle migliaia di giovani che si riversano lì nel fine settimana. Su Piazza Prampolini preme l’effetto calamita esercitato da Palazzo Busetti e la sua galleria commerciale non ancora terminata. La riqualificazione di Palazzo Pratonieri da parte di Unicredit, dal canto suo riempie un altro grande buco facendo rivivere un altro palazzo di pregio del centro storico.
Pur essendo il salotto storico della città, Piazza Prampolini si è fatta “scippare” lo scettro da una rinata Piazza Fontanesi, che ha beneficiato di un profondo maquillage studiato in passato dal comune e oggi oggetto del desiderio per ristoratori e baristi, che si contendono gli spazi ancora disponibili, attratti dalle migliaia di giovani che si riversano lì nel fine settimana. Su Piazza Prampolini preme l’effetto calamita esercitato da Palazzo Busetti e la sua galleria commerciale non ancora terminata. La riqualificazione di Palazzo Pratonieri da parte di Unicredit, dal canto suo riempie un altro grande buco facendo rivivere un altro palazzo di pregio del centro storico.
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