Gazzetta di Reggio

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«Suore truffate per ingenuità» 

Luzzara, la parrocchia di Villarotta: «Tutto per uno scatto pensionistico»

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LUZZARA. Le suore sono state truffate, ma non per la promozione della madre superiora, bensì per uno scatto pensionistico. È quanto afferma la comunità parrocchiale di Villarotta dopo la pubblicazione della notizia delle indagini avviate dai carabinieri in merito alla vicenda. La “promozione” alla quale aveva diritto la madre superiore – quella che ora i parrocchiani affermano essere un semplice scatto pensionistico – era subordinata al pagamento di tremila euro necessari per il disbrigo delle varie pratiche burocratiche. Tutto è iniziato quando è squillato il telefono dell'istituto religioso. Un signore ha annunciato che era in arrivo una “promozione”, ma occorreva pagare tremila euro. Col passare dei giorni, sono arrivate altre telefonate di sollecito, anche da parte di una donna, complice del truffatore. La richiesta: sempre tremila euro. Le suore hanno raccolto 1.500 euro e li hanno versati, salvo poi scoprire la truffa e avvisare i carabinieri, che hanno individuato e denunciato un 45enne torinese.
«In merito alle notizie comparse negli ultimi giorni – afferma una nota firmata dalla comunità parrocchiale di Villarrotta – relative ad una truffa subita dalle Suore missionarie francescane del Verbo Incarnato della comunità di Villarotta di Luzzara, vogliamo con semplicità mettere in evidenza quanto segue. Certamente le nostre suore sono state vittima di una truffa ben organizzata, che ha portato alla perdita di 1.500 euro, dovuta crediamo ad un po’ di ingenuità e a molto buon cuore. Il motivo dell’incauto pagamento è stato peraltro un consigliato scatto pensionistico a favore di una delle suore; non si trattava certamente di “scatti” di altro tipo, specie di possibili avanzamenti di carriera e di ruolo. Le “nostre” suore hanno una comunità da oltre 80 anni nella località di Villarotta, e in questo luogo sono una presenza apprezzata da tutti; sono attente in particolare alla liturgia, ai malati e alle persone più bisognose, che aiutano secondo le loro possibilità. Ci sembra opportuno ricordarlo, con gratitudine, specie in questo momento».

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