«Cadelbosco non è la fogna dell’Emilia»
La protesta di un residente contro l’impianto a biogas e l’ampliamento della porcilaia: «Qui ci sono tanti morti di cancro»
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CADELBOSCO SOPRA. «Questo pezzo di terra ha già pagato un tributo importante, sia in termini di vite umane, sia di inquinamento. Ora basta. Non vogliamo diventare la fogna dell'Emilia Romagna. Useremo ogni mezzo, anche le lenzuola, come ho fatto ieri (domenica per chi legge, ndr), anche se il Comune ha minacciato di farmi pagare una multa di mille euro se non li tolgo dalla cancellata di casa mia».
È lo sfogo di Mauro Ferrari, membro del comitato “Aria Pulita per Cadelbosco” che, sapendo della presenza del sindaco o qualche membro della giunta alla sfilata di Carnevale a Villa Seta di domenica 19, ha esposto davanti alla propria abitazione di via Ponte Forca tre teli per protestare contro l’ampliamento (da 1.500 a 7.000 maiali) dell’allevamento intensivo suinicolo della Aras.
«Basta maiali. No al biogas a pollina»; «Tellini = Cavalchi»; «Sindaco Tellini non calpestare la nosta fiducia», è scritto sugli striscioni. I carabinieri di Castelnovo Sotto, su segnalazione del sindaco Tania Tellini, hanno chiesto a Ferrari di toglierli, ma lui si è rifiutato.
Ieri mattina, Ferrari era in giro per la frazione di Villa Seta a distribuire volantini titolati “Assemblea pubblica subito”.
Sono anni che il comitato “Aria Pulita” si batte per difendere l'habitat del territorio. Dopo una serrata battaglia tra i titolari dell’allevamento “Le Fontanelle” e le amministazioni comunali: sia quella guidata dall’ex sindaco Silvana Cavalchi, oggi presidente dell'Uisp provinciale, sia quella dell’attuale primo cittadino Tania Tellini, che avevano ottenuto di ridurre il numero di maiali da 13mila a 3.500 unità.
«Per un po' di tempo siamo stati bene – spiega Ferrari – ma ora c'è la questione dell'impianto biogas a pollina, ovvero sterco di pollame che proviene da Ferrara, oltre all’ampliamento dell’allevamento Aras da 1.500 a 7mila maiali. Vorrei ricordare al sindaco Tellini che questa zona ha già dato: negli anni ’60 qui c’erano aziende che producevano cemento-amianto. Certo, portando lavoro c’è stato anche benessere, ma a quale prezzo? Qui ogni famiglia ha avuto un lutto per famigliari morti a causa di tumori. Mia madre è morta per un mesotelioma pleurico, meglio conosciuto come il “tumore dell'amianto”».
«Aziende come l’ex Cemiant, il cui proprietario è una bravissima persona, hanno bonificato l’area – aggiunge Ferrari –. Altre, come quella in via Ponte Forca 4 e l’ex Artlit, che produceva lastre di eternit a pochi passi dalla scuola elementare, oggi sono chiuse, ma tutto è come prima. Nel raggio di 2 chilometri qui ci sono porcilaie e fabbriche dismesse, oltre a una discarica gestita da Sabar, che non è di Novellara ma a Villa Seta. Non ci protegge nessuno? Qui ci sarebbe bisogno di togliere inquinamento, non di aggiungerne». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È lo sfogo di Mauro Ferrari, membro del comitato “Aria Pulita per Cadelbosco” che, sapendo della presenza del sindaco o qualche membro della giunta alla sfilata di Carnevale a Villa Seta di domenica 19, ha esposto davanti alla propria abitazione di via Ponte Forca tre teli per protestare contro l’ampliamento (da 1.500 a 7.000 maiali) dell’allevamento intensivo suinicolo della Aras.
«Basta maiali. No al biogas a pollina»; «Tellini = Cavalchi»; «Sindaco Tellini non calpestare la nosta fiducia», è scritto sugli striscioni. I carabinieri di Castelnovo Sotto, su segnalazione del sindaco Tania Tellini, hanno chiesto a Ferrari di toglierli, ma lui si è rifiutato.
Ieri mattina, Ferrari era in giro per la frazione di Villa Seta a distribuire volantini titolati “Assemblea pubblica subito”.
Sono anni che il comitato “Aria Pulita” si batte per difendere l'habitat del territorio. Dopo una serrata battaglia tra i titolari dell’allevamento “Le Fontanelle” e le amministazioni comunali: sia quella guidata dall’ex sindaco Silvana Cavalchi, oggi presidente dell'Uisp provinciale, sia quella dell’attuale primo cittadino Tania Tellini, che avevano ottenuto di ridurre il numero di maiali da 13mila a 3.500 unità.
«Per un po' di tempo siamo stati bene – spiega Ferrari – ma ora c'è la questione dell'impianto biogas a pollina, ovvero sterco di pollame che proviene da Ferrara, oltre all’ampliamento dell’allevamento Aras da 1.500 a 7mila maiali. Vorrei ricordare al sindaco Tellini che questa zona ha già dato: negli anni ’60 qui c’erano aziende che producevano cemento-amianto. Certo, portando lavoro c’è stato anche benessere, ma a quale prezzo? Qui ogni famiglia ha avuto un lutto per famigliari morti a causa di tumori. Mia madre è morta per un mesotelioma pleurico, meglio conosciuto come il “tumore dell'amianto”».
«Aziende come l’ex Cemiant, il cui proprietario è una bravissima persona, hanno bonificato l’area – aggiunge Ferrari –. Altre, come quella in via Ponte Forca 4 e l’ex Artlit, che produceva lastre di eternit a pochi passi dalla scuola elementare, oggi sono chiuse, ma tutto è come prima. Nel raggio di 2 chilometri qui ci sono porcilaie e fabbriche dismesse, oltre a una discarica gestita da Sabar, che non è di Novellara ma a Villa Seta. Non ci protegge nessuno? Qui ci sarebbe bisogno di togliere inquinamento, non di aggiungerne». (m.p.)
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