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Ferisce un carabiniere che gli chiede i documenti

Ferisce un carabiniere che gli chiede i documenti

CORREGGIO. Reagisce ai controlli e manda un carabiniere all’ospedale. Il parapiglia si è concluso con l’arresto di Lawrence Oamhen, 22enne nigeriano disoccupato residente a Reggio Emilia, chiamato a...

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CORREGGIO. Reagisce ai controlli e manda un carabiniere all’ospedale. Il parapiglia si è concluso con l’arresto di Lawrence Oamhen, 22enne nigeriano disoccupato residente a Reggio Emilia, chiamato a rispondere del reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. «Stavo prendendo il carrello, non ho fatto nulla di male», ha dichiarato ieri in tribunale il giovane, incensurato e già libero.
Sono stati momenti concitati quelli verificatisi nella tarda mattinata di domenica scorsa nel parcheggio della Coop di via Finzi di Correggio, dove il nigeriano è andato in escandescenza reagendo con violenza nei confronti dei militari della locale stazione, “colpevoli” di volerlo identificare. La pattuglia ha notato l’uomo con la testa coperta dal cappuccio di una felpa vicino al supermercato e ha voluto approfondire, per assicurarsi che non si trattasse di un malintenzionato. Alla richiesta di esibire i documenti, il nigeriano ha reagito in modo spropositato e ha aggredito con spinte e strattoni i militari, finché è stato bloccato, anche grazie ad una guardia giurata della Coop sopraggiunta in aiuto dei militari. Nel parapiglia un carabiniere è rimasto ferito ed è stato medicato al pronto soccorso; per lui una prognosi di dieci giorni. Per il 22enne sono scattate le manette per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma il giovane, su disposizione del pm di turno, non è andato in carcere, bensì subito agli arresti domiciliari. E ieri, durante l’udienza di convalida, il 22enne, assistito dall’avvocato Lalla Gherpelli, ha fornito la sua versione dei fatti, affermando con forza di essere stato prevaricato senza alcun motivo. L’indagato ha dichiarato di essere stato fermato e di aver mostrato una fotocopia della carta d’identità, motivo per cui è nata una discussione con i militari che volevano l’originale; ha mostrato i segni ai polsi, provocati, a suo dire, dalle manette – ma compatibili con il tentativo di divincolarsi.
Il giudice monocratico Luca Ramponi ha convalidato l’arresto e ha rimesso in libertà il 22enne. (am.p.)

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