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“Il Gabbiano”, presidio contro l’abbandono 

“Il Gabbiano”, presidio contro l’abbandono 

L’associazione si occupa della cura di parco e parte del fiume, collaborando con i residenti e le scuole

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REGGIO EMILIA. Se il tratto del Rodano che attraversa il parco del Mauriziano e il boschetto limitrofo sono così curati, il merito va ai residenti. Reggiani storici che abitano in quella zona da sempre e tengono al loro quartiere.
Attenzioni che, dagli anni ’80, sono catalizzate dall’associazione ambientalista “Il Gabbiano”. Sono stati proprio loro, in collaborazione con la scuola Ca’ Bianca, a pulire il parchetto e l’alveo pochi giorni fa, prima della nostra visita di ieri, durante una delle tante attività quotidiane di cura del verde e del territorio.
«Sabato scorso – spiega il presidente dell’associazione, Marco Salardi – i nostri volontari sono andati a pulire da sporco e cartacce assieme agli alunni della scuola elementare. Si tratta di una iniziativa nata nel 2016 e che avverrà periodicamente ogni anno. I bambini hanno “adottato” questa area, che usano come laboratorio didattico all’aperto. Durante la pulizia abbiamo trovato sporco di vario genere, dalle cartacce alle bottiglie, dai vasi di plastica a rifiuti elettrici. Vari segni di incivili di passaggio».
Ma l’attività del Gabbiano non si ferma qui. I volontari, ormai da anni, si occupano della manutenzione di quel tratto di verde, fungendo da baluardo contro il degrado.
«Come associazione – prosegue Salardi – curiamo il boschetto dove c’è la vigna usata come laboratorio dalle scuole, il bosco adottato dalla Ca’ Bianca, la fattoria di animazione ambientale. Poi c’è l’orto Burkina Faso, quello della scuola Ariosto, gli asini, il parco del Mauriziano... insomma, una serie di iniziative che contribuiscono a mantenere questo tratto del Rodano il più pulito possibile».
Dove la parola “possibile” ha un significato ben preciso.
«Si trovano quasi sempre rifiuti – prosegue il presidente – buttati in terra da qualche maleducato. Carte, bottiglie, sacchetti per gli escrementi dei cani, c’è un certo grado di inciviltà. Il Gabbiano non riesce certo ad affrontare tutto, possiamo solo contenere il degrado ma non lo risolviamo».
No, perché quello dipende dal grado di educazione civica. «C’è la convinzione che nello spazio pubblico tutto sia lecito quando invece è il contrario, si deve portare più rispetto per il prossimo. E il tratto del Rodano che curiamo noi si salva ma già andando verso Villa Curta il torrente è abbandonato a se stesso». (l.g.)

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