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«Bindi ci dia finalmente ascolto» 

Spadoni: le istanze sulle mafie a Reggio giungano in commissione

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REGGIO EMILIA. «Rimaniamo basiti dalle dichiarazioni di Rosy Bindi su Reggio Emilia questa mattina nell'intervista alla Gazzetta: abbiamo più volte chiesto in ufficio di presidenza che ci si occupasse della grave situazione delle infiltrazioni mafiose in cui versa la città di Reggio Emilia e ad oggi, il suddetto ufficio che lei presiede, non ha dato nessun riscontro». Così i membri del Movimento 5 stelle della commissione antimafia e Maria Edera Spadoni, deputata reggiana insieme ai parlamentari M5S di Camera e Senato membri della Commissione antimafia. «Abbiamo segnalato le problematiche relative al catasto, che, a nostro avviso, dovevano essere assolutamente approfondite. Ma dopo un'iniziale approvazione, si è prodotto uno stallo che non ha portato avanti le nostre richieste. Anche la lettera a mia prima firma che è stata portata all’attenzione di Rosy Bindi, non è stata presa sufficientemente in considerazione né dall’ufficio di presidenza, né dalla commissione antimafia» afferma la deputata. Il riferimento è alle dichiarazioni del pentito di ’ndrangheta Francesco Oliviero, in cui spiega “avevamo collegamenti con le cooperative dell’Emilia, Unieco, Coopsette e via dicendo fin dagli anni ’90”. «Ricordiamo inoltre anche che la Dda sta indagando sulla discarica Iren di Poiatica e nelle intercettazioni di Aemilia troviamo Michele Colacino che in riferimento al settore trasporto rifiuti ai tempi della municipalizzata Agac di Reggio Emilia attiva fino al 2005 dichiara “Reggio dipendeva dal Comune di Reggio. Fino a quando è stato così la mia cooperativa ha sempre pilotato le gare e non ci sono stati mai problemi”».

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