«Cambiare nome alla strada? Si può fare»
Lo storico Carrattieri: «Ha fatto gesti censurabili, ma la revoca della cittadinanza è strumentale»
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REGGIO EMILIA. «La revoca della cittadinanza onoraria perché criminale di guerra? Un atto abbastanza strumentale. Ma sulle intitolazioni della strada mi sembra giusto porre il problema e magari fare una valutazione». Così lo storico Mirco Carrattieri, ex presidente Istoreco, commenta la decisione del Consiglio comunale di Napoli di revocare la cittadinanza onoraria al generale, Enrico Cialdini. «Cialdini era un generale che per conto dello Stato ha fatto gesti oggi censurabili – afferma Carrattieri – Ma non si può giudicare con gli occhi di oggi quegli atti di repressione del brigantaggio: allora c’era un tasso di violenza inaccettabile».
Il caso “Cialdini” era spuntato già nel 2011, quando il vicesindaco di Pontelandolfo era venuto in città per ricevere da Delrio il primo Tricolore. «Avevo fatto notare al Comune che il vicesindaco sarebbe passato davanti alla statua di Cialdini, che aveva distrutto il suo paese. Attualmente ci sono imbarazzi a valutare Cialdini come un eroe. Ma gli atti politici di revoca lasciano il tempo che trovano. Non so fino a che punto interessi ai cittadini di Napoli quanto successo, che rientra nell’ambito di una mentalità anti-risorgimentale diffusa nel sud dopo l’unità d’Italia. Detto questo, c’è una commissione toponomastica che sulla strada può intervenire, soprattutto se interviene un mutamento di sensibilità storica, anche se non credo sia un’urgenza. Sulla caserma, penso sia un bene dello Stato. Quanto alla statua, ci sono vincoli. Ma non ci si deve stupire se molte strade sono intitolate a personaggi su cui cent’anni fa o nel momento dell’intitolazione si aveva una considerazione diversa». (e.spa.)
Il caso “Cialdini” era spuntato già nel 2011, quando il vicesindaco di Pontelandolfo era venuto in città per ricevere da Delrio il primo Tricolore. «Avevo fatto notare al Comune che il vicesindaco sarebbe passato davanti alla statua di Cialdini, che aveva distrutto il suo paese. Attualmente ci sono imbarazzi a valutare Cialdini come un eroe. Ma gli atti politici di revoca lasciano il tempo che trovano. Non so fino a che punto interessi ai cittadini di Napoli quanto successo, che rientra nell’ambito di una mentalità anti-risorgimentale diffusa nel sud dopo l’unità d’Italia. Detto questo, c’è una commissione toponomastica che sulla strada può intervenire, soprattutto se interviene un mutamento di sensibilità storica, anche se non credo sia un’urgenza. Sulla caserma, penso sia un bene dello Stato. Quanto alla statua, ci sono vincoli. Ma non ci si deve stupire se molte strade sono intitolate a personaggi su cui cent’anni fa o nel momento dell’intitolazione si aveva una considerazione diversa». (e.spa.)
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