IL PROCESSO
Il 3 maggio la prima sentenza Per lui il pm ha chiesto sei anni
SANT’ILARIO. Il processo di primo grado, che vede Francesco Mango imputato (per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e incendio colposo) è alle battute finali: la sentenza è prevista per...
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SANT’ILARIO. Il processo di primo grado, che vede Francesco Mango imputato (per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e incendio colposo) è alle battute finali: la sentenza è prevista per il 3 maggio prossimo. Un primo giudizio che non sarà definitivo, ma fondamentale per indirizzare il secondo e l’eventuale terzo grado.
L’udienza saliente, alla presenza dell’imputato Mango, risale al 16 marzo scorso, quando si sono svolte le requisitorie finali. Il pm Stefania Pigozzi ha chiesto di condannare il titolare della rosticceria ambulante a sei anni (la pena base è nove anni, ma con lo sconto del rito abbreviato si scende a sei). L’accusa ha addebitato a Mango «grave imperizia e negligenza»: secondo la perizia della Procura, l’imputato avrebbe utilizzato per la cottura quattro bombole di gpl in un apparecchio che ne prevedeva tre, commettendo una serie di errori sulla manutenzione e sulla sostituzione delle parti usurate, con il risultato che l’impianto originario sarebbe stato modificato.
Perizia dell’accusa messa in dubbio dagli avvocati difensori dell’imputato, Nicola Tria e Amerigo Gherardi, che in base ad una analisi di parte hanno tentato di smontare gli addebiti e che hanno sostenuto l’assoluzione.
Il giudice Angela Baraldi si esprimerà anche sulla partita delle parti civili: ben nove clienti feriti, che chiederanno a Mango il risarcimento danni in sede civile. Intanto alcuni avvocati hanno già quantificato, come l’avvocato Pierino Benatti, che rappresenta una guastallese e che ha domandato una provvisionale di 100mila euro. (am.p.)
L’udienza saliente, alla presenza dell’imputato Mango, risale al 16 marzo scorso, quando si sono svolte le requisitorie finali. Il pm Stefania Pigozzi ha chiesto di condannare il titolare della rosticceria ambulante a sei anni (la pena base è nove anni, ma con lo sconto del rito abbreviato si scende a sei). L’accusa ha addebitato a Mango «grave imperizia e negligenza»: secondo la perizia della Procura, l’imputato avrebbe utilizzato per la cottura quattro bombole di gpl in un apparecchio che ne prevedeva tre, commettendo una serie di errori sulla manutenzione e sulla sostituzione delle parti usurate, con il risultato che l’impianto originario sarebbe stato modificato.
Perizia dell’accusa messa in dubbio dagli avvocati difensori dell’imputato, Nicola Tria e Amerigo Gherardi, che in base ad una analisi di parte hanno tentato di smontare gli addebiti e che hanno sostenuto l’assoluzione.
Il giudice Angela Baraldi si esprimerà anche sulla partita delle parti civili: ben nove clienti feriti, che chiederanno a Mango il risarcimento danni in sede civile. Intanto alcuni avvocati hanno già quantificato, come l’avvocato Pierino Benatti, che rappresenta una guastallese e che ha domandato una provvisionale di 100mila euro. (am.p.)
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