«Il daspo si deve usare con moderazione»
Il sindaco Vecchi: «Uno strumento utile ma va usato solo in casi gravi, non si governa con la dittatura»
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REGGIO EMILIA. Uno strumento in più a disposizione dei Comuni, introdotto recentemente con un decreto del governo Gentiloni, è il daspo per gli accattoni molesti su modello di quello usato negli stadi. Una misura che, fino ad ora, non è mai stata utilizzata a Reggio Emilia. E per un motivo ben preciso, come spiega lo stesso sindaco Luca Vecchi: «Non c’è stato nessun daspo perché fino ad ora non ce n’è stato bisogno. Si tratta di un’ottima misura introdotta dal governo e dal ministro Minniti ma va usata con cautela e di concerto con le forze dell’ordine. È una limitazione della libertà personale e si deve stare attenti a non cadere nel razzismo, non si deve giudicare con la pancia, una città non si governa in forma dittatoriale. Non qui almeno».
Nonostante il daspo sia uno strumento ancora non utilizzato, Vecchi sottolinea che già prima del decreto l’amministrazione comunale ha agito contro l’accattonaggio molesto e il degrado. «La stragrande maggioranza dei contenuti di quel testo – prosegue il sindaco – è coerente con il modo di lavorare a Reggio Emilia ormai da anni. Ovvero l’idea di una sicurezza integrata con la collaborazione fra Comune e forze dell’ordine che da noi è una prassi consolidata. Negli ultimi due anni siamo passati da un approccio che usava le ordinanze a uno più strutturale».
Una strategia che ha portato a dei buoni risultati: «Oggi abbiamo una serie di interventi e di divieti che hanno migliorato notevolmente certe zone della città prima afflitte dal degrado. Penso ad esempio al teatro Valli, dove siamo intervenuti con decisione con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine. O a via Secchi, via Veneri e il parcheggio dell’ospedale. Lì il fenomeno dell’accattonaggio molesto è sensibilmente diminuito».
Così come anche la zona Stazione ha avuto un miglioramento: «Quel quartiere – conclude Vecchi – è stato notevolmente riqualificato ed è molto diverso rispetto a tre anni fa. Certo la situazione va ancora monitorata, questa amministrazione mette al centro la sicurezza dei cittadini». (l.g.)
Nonostante il daspo sia uno strumento ancora non utilizzato, Vecchi sottolinea che già prima del decreto l’amministrazione comunale ha agito contro l’accattonaggio molesto e il degrado. «La stragrande maggioranza dei contenuti di quel testo – prosegue il sindaco – è coerente con il modo di lavorare a Reggio Emilia ormai da anni. Ovvero l’idea di una sicurezza integrata con la collaborazione fra Comune e forze dell’ordine che da noi è una prassi consolidata. Negli ultimi due anni siamo passati da un approccio che usava le ordinanze a uno più strutturale».
Una strategia che ha portato a dei buoni risultati: «Oggi abbiamo una serie di interventi e di divieti che hanno migliorato notevolmente certe zone della città prima afflitte dal degrado. Penso ad esempio al teatro Valli, dove siamo intervenuti con decisione con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine. O a via Secchi, via Veneri e il parcheggio dell’ospedale. Lì il fenomeno dell’accattonaggio molesto è sensibilmente diminuito».
Così come anche la zona Stazione ha avuto un miglioramento: «Quel quartiere – conclude Vecchi – è stato notevolmente riqualificato ed è molto diverso rispetto a tre anni fa. Certo la situazione va ancora monitorata, questa amministrazione mette al centro la sicurezza dei cittadini». (l.g.)
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