Villa Carandini la prima asta è andata deserta
di Adriano Arati
Casalgrande: il complesso del ’700 in vendita per 7 milioni Il legale: «Sorpreso, prezzi competitivi in contesto di lusso»
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CASALGRANDE. È andata completamente deserta l’asta per Villa Carandini, bellissimo complesso settecentesco a Dinazzano di Casalgrande rimasto coinvolto in uno dei principali rovesci immobiliari del comprensorio ceramico, quello che negli anni scorsi ha messo al tappeto la sassolese Borgo Nuovo Immobiliare. Ieri era in programma l’apertura delle buste per i quattro bandi d’asta, per un importo complessivo di oltre sette milioni di euro, legati ad uno dei luoghi più belli della pedecollina reggiana. Dopo un primissimo tentativo per l’intero pacchetto, Villa Carandini era stata “divisa” in quattro chiamate separate. Una per l’ex Belvedere con base d’asta di 1.164.802 euro; la seconda per l’ex convitto (già sede scolastica) da 3.720.355 euro; la terza per la villa padronale da 2.150.142 euro, mentre la quarta (che riguarda un terreno con lago) ammonta a 46.153 euro. Ma non è stata presentata nessuna offerta.
Ora si passa alla prossima chiamata, in data da fissare.
«Sono rimasto sorpreso, perché c’erano stati degli interessamenti e non pensavo che l’asta andasse deserta, anche se in questi casi è normale che si preferisca attendere, aspettando offerte di base più basse per avere più chances nelle gare successive», racconta l’avvocato modenese Alessandro Ratti, che sta seguendo la pratica.
«A questo punto presenteremo nuovi lotti unici per la villa, per l’ex Belvedere, mentre faremo aste più piccole per gli appartamenti già pronti, così potranno esserci proposte di vario genere relativi alla struttura dell’ex convitto. È chiaro che questi non sono investimenti per tutte le tasche, però va anche detto che per il tipo di struttura di cui stiamo parlando si tratta di prezzi molto competitivi – sottolinea l’avvocato –. Con la divisione in pacchetti più piccoli per gli appartamenti terminati, confidiamo che la prossima asta possa essere frequentata».
La “porzionatura” dovrebbe garantire anche a portafogli meno capienti di poter fare un’offerta per appartamenti che si trovano in un contesto di lusso, con parchi, laghetti, una incredibile panoramica e tantissimo spazio a pochi chilometri dal cuore della zona ceramiche. Al momento le unità abitative presenti sono poche; la speranza è di innalzare progressivamente il numero degli abitanti, anche per gestire al meglio l’enorme complesso. Voluta dalla famiglia Carandini nel Settecento, la villa è passata ai Terrachini e, dopo la guerra, è stata affidata all’Istituto dei Servi di Maria. Il complesso ha ospitato a lungo anche un istituto scolastico privato, lo “Spallanzani”, con scuole medie e elementari. Oltre un decennio fa è stata acquisita dalla Borgo Nuovo Immobiliare, una società legata ad un gruppo di imprenditori di Sassuolo che l’ha rilevata per trasformarla in immobili residenziali d’alta gamma, dividendo sia la villa principale che le due costruzioni laterali in appartamenti ampi e dalle rifiniture di pregio. Un’operazione di alto spessore economico: erano previsti, per una ventina di unità abitativa, oltre sessanta posti auto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ora si passa alla prossima chiamata, in data da fissare.
«Sono rimasto sorpreso, perché c’erano stati degli interessamenti e non pensavo che l’asta andasse deserta, anche se in questi casi è normale che si preferisca attendere, aspettando offerte di base più basse per avere più chances nelle gare successive», racconta l’avvocato modenese Alessandro Ratti, che sta seguendo la pratica.
«A questo punto presenteremo nuovi lotti unici per la villa, per l’ex Belvedere, mentre faremo aste più piccole per gli appartamenti già pronti, così potranno esserci proposte di vario genere relativi alla struttura dell’ex convitto. È chiaro che questi non sono investimenti per tutte le tasche, però va anche detto che per il tipo di struttura di cui stiamo parlando si tratta di prezzi molto competitivi – sottolinea l’avvocato –. Con la divisione in pacchetti più piccoli per gli appartamenti terminati, confidiamo che la prossima asta possa essere frequentata».
La “porzionatura” dovrebbe garantire anche a portafogli meno capienti di poter fare un’offerta per appartamenti che si trovano in un contesto di lusso, con parchi, laghetti, una incredibile panoramica e tantissimo spazio a pochi chilometri dal cuore della zona ceramiche. Al momento le unità abitative presenti sono poche; la speranza è di innalzare progressivamente il numero degli abitanti, anche per gestire al meglio l’enorme complesso. Voluta dalla famiglia Carandini nel Settecento, la villa è passata ai Terrachini e, dopo la guerra, è stata affidata all’Istituto dei Servi di Maria. Il complesso ha ospitato a lungo anche un istituto scolastico privato, lo “Spallanzani”, con scuole medie e elementari. Oltre un decennio fa è stata acquisita dalla Borgo Nuovo Immobiliare, una società legata ad un gruppo di imprenditori di Sassuolo che l’ha rilevata per trasformarla in immobili residenziali d’alta gamma, dividendo sia la villa principale che le due costruzioni laterali in appartamenti ampi e dalle rifiniture di pregio. Un’operazione di alto spessore economico: erano previsti, per una ventina di unità abitativa, oltre sessanta posti auto.
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