Gazzetta di Reggio

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Coopsette, iniziano i licenziamenti 

di Jacopo Della Porta
Coopsette, iniziano i licenziamenti 

Da oggi il liquidatore manderà le lettere a 186 lavoratori delle costruzioni e di Teleya, per Methis c’è tempo fino a giugno

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CASTELNOVO SOTTO . Da questa mattina partiranno le lettere di licenziamento per i lavoratori di Coopsette. Da questa procedura per ora sono esclusi i 51 di Methis, per i quali gli ammortizzatori sociali scadono a giugno.
Complessivamente sono ancora 247 i dipendenti di Coopsette, 186 dei quali riceveranno a breve la lettera del commissario liquidatore. «Una ventina saranno ancora mantenuti al lavoro per restare al servizio della procedura», spiega Rudi Zaniboni della Fillea Cgil.
Ieri in Provincia c’è stato un incontro tra il liquidatore Giorgio Pellacini, rappresentanti della Fillea e della Fiom e un funzionario di Palazzo Allende delegato dalla Regione. Di fatto è stato stilato il referto di morte della storica cooperativa di costruzioni, che è in liquidazione coatta amministrativa.
L’incontro ha rappresentato la conclusione della procedura avviata per il licenziamento collettivo, che prevede una fase di consultazione di 45 giorni e un ulteriore periodo di 30 giorni per formulare proposte. «Purtroppo i 75 giorni sono passati e non sono emerse novità. Anche le voci di interessamento per Teleya non si sono dimostrate fondate», ha spiegato Zaniboni.
Mercoledì prossimo, probabilmente a Campegine, la Cgil organizzerà un incontro con i lavoratori per seguirli in questa fase. «Spiegheremo la procedura e ci saranno i tecnici Inca, che daranno istruzioni ai lavoratori e li seguiranno in questa fase molto delicata: la crisi va avanti da anni ma adesso è il momento del distacco da un’azienda nella quale alcuni hanno passato decenni».
Martedì in Regione l’assessore alle attività produttive Palma Costi ha detto che anche dopo la conclusione degli ammortizzatori sociali i lavoratori saranno seguiti, nel limite delle competenze, e ha annunciato un patto territoriale che avrà lo scopo di formare in modo mirato chi è rimasto senza lavoro. Una formazione differente da quella è stata messa in atto in questi mesi, dove 180 lavoratori hanno partecipato a programmi di orientamento.
«Se siamo arrivati a questo punto – dice Zaniboni della Fillea – vuole dire che le politiche attive di sostegno al lavoro messe in campo fino ad ora non sono sufficienti. Non metto in discussione la buona volontà di chi ha tentato di favorire il ricollocamento dei lavoratori ma dobbiamo prendere atto che nella situazione di oggi, che è diversa da quella di dieci anni fa, queste azioni non sortiscono più gli effetti desiderati».

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