Foto a Predappio Il Pd all’attacco «Roffi si dimetta»
di Adriano Arati
Carpineti: nel mirino anche un commento su Facebook Il sindaco difende il consigliere: «Non è un fascista»
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CARPINETI. «Roffi deve dimettersi». Si va alla battaglia, a Carpineti, dopo le polemiche sulla foto pubblicata su Facebook dal consigliere di maggioranza Luciano Roffi, in cui è immortalato a fianco della cripta di Benito Mussolini a Predappio. Roffi ha spiegato di aver semplicemente fatto una visita in un luogo storico durante una gita gastronomica, «così come ho visitato Casa Cervi», ricordando il suo impegno sociale e la presenza costante alle commemorazioni nella montagna reggiana.
Di parere diverso il Pd carpinetano, forza di opposizione in Comune. «Roffi confonde Predappio con Casa Cervi, il busto di Lenin con il Colosseo. Si sorprende di come ancora oggi, dopo tanti anni, ci si occupi del fascismo e della ragione per cui i cittadini sottolineino atteggiamenti che non ritengono consoni per chi dovrebbe rappresentarli», attaccano il segretario Dario Bottazzi e il capogruppo Stefano Baldelli. A far scattare la richiesta di dimissioni è però un commento sempre su Facebook di Roffi, in cui, parlando della vicenda, scrive ironicamente: «Adesso vado a picchiare tre marocchini così almeno possono scrivere qualcosa di intelligente». La battuta non è stata per nulla gradita: «Queste affermazioni sono inqualificabili. Per noi la cripta di Mussolini non è uguale a Casa Cervi. Per noi non si può confondere una scampagnata con una visita a la Bettola o a Monte Sole. Noi crediamo che per nessuna ragione, nessuno mai possa fare dichiarazioni come quelle di Roffi che con tanta leggerezza evoca violenza e razzismo», continuano gli esponenti Pd, che chiedono al sindaco Tiziano Borghi le dimissioni di Roffi.
Il primo cittadino replica partendo dalle risposte di Roffi pubblicate su Gazzetta. «Roffi afferma: “Non mi sembra di essere un fascista”. Questo riferito a come una persona inavvertitamente o più o meno in buona fede possa interpretare la foto incriminata. Anche se quanto affermato dal consigliere risulta pleonastico per gli amministratori di Carpineti, non vi è dubbio che inequivocabilmente metta coloro che non conoscono Roffi e i fatti nelle condizioni di inquadrare l’episodio per quello che è e non per un gesto politico come qualcuno vorrebbe far apparire», sostiene. La discussione è rimandata al consiglio comunale: «Risponderà in Consiglio – luogo deputato alle scelte democratiche dei consiglieri per l’amministrazione del Comune – ad una interrogazione già preannunciata dal capogruppo di maggioranza Matteo Giovani, dove ovviamente anche il gruppo di minoranza del Pp potrà esprimere il proprio parere».
Alla discussione si unisce poi Anpi di Carpineti: «Sono ovviamente foto e comportamenti che non ci piacciono e che condanniamo, abbiamo incontrato l’amministrazione e chiesto che Roffi non la rappresenti più in commemorazioni partigiane e storiche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Di parere diverso il Pd carpinetano, forza di opposizione in Comune. «Roffi confonde Predappio con Casa Cervi, il busto di Lenin con il Colosseo. Si sorprende di come ancora oggi, dopo tanti anni, ci si occupi del fascismo e della ragione per cui i cittadini sottolineino atteggiamenti che non ritengono consoni per chi dovrebbe rappresentarli», attaccano il segretario Dario Bottazzi e il capogruppo Stefano Baldelli. A far scattare la richiesta di dimissioni è però un commento sempre su Facebook di Roffi, in cui, parlando della vicenda, scrive ironicamente: «Adesso vado a picchiare tre marocchini così almeno possono scrivere qualcosa di intelligente». La battuta non è stata per nulla gradita: «Queste affermazioni sono inqualificabili. Per noi la cripta di Mussolini non è uguale a Casa Cervi. Per noi non si può confondere una scampagnata con una visita a la Bettola o a Monte Sole. Noi crediamo che per nessuna ragione, nessuno mai possa fare dichiarazioni come quelle di Roffi che con tanta leggerezza evoca violenza e razzismo», continuano gli esponenti Pd, che chiedono al sindaco Tiziano Borghi le dimissioni di Roffi.
Il primo cittadino replica partendo dalle risposte di Roffi pubblicate su Gazzetta. «Roffi afferma: “Non mi sembra di essere un fascista”. Questo riferito a come una persona inavvertitamente o più o meno in buona fede possa interpretare la foto incriminata. Anche se quanto affermato dal consigliere risulta pleonastico per gli amministratori di Carpineti, non vi è dubbio che inequivocabilmente metta coloro che non conoscono Roffi e i fatti nelle condizioni di inquadrare l’episodio per quello che è e non per un gesto politico come qualcuno vorrebbe far apparire», sostiene. La discussione è rimandata al consiglio comunale: «Risponderà in Consiglio – luogo deputato alle scelte democratiche dei consiglieri per l’amministrazione del Comune – ad una interrogazione già preannunciata dal capogruppo di maggioranza Matteo Giovani, dove ovviamente anche il gruppo di minoranza del Pp potrà esprimere il proprio parere».
Alla discussione si unisce poi Anpi di Carpineti: «Sono ovviamente foto e comportamenti che non ci piacciono e che condanniamo, abbiamo incontrato l’amministrazione e chiesto che Roffi non la rappresenti più in commemorazioni partigiane e storiche».
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