Maxi-rogo, liquidati 160mila euro alla Tribù del Cucù
di Ambra Prati
Gattatico: l’assicurazione ha coperto i danni di novembre «Alla parrocchia 90mila euro per ripristinare l’immobile»
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GATTATICO. L’assicurazione ha liquidato 160 mila euro all’associazione La Tribù del Cucù per il maxi-incendio che il 27 novembre scorso ha semidistrutto il primo piano dell’edificio parrocchiale di via don Umberto Vezzani, adibito a magazzino per numerosissimi costumi teatrali.
Quella domenica sera una famiglia di stranieri residenti nell’immobile a fianco lanciò l’allarme, segnalando alte fiamme fuoriuscire da due finestre al primo piano. Nel rogo fu danneggiato circa il 70% dei diecimila costumi, accessori e attrezzi teatrali – diversi dei quali preziosi – immagazzinati dall’associazione nello stabile che la parrocchia di Gattatico ha concesso in comodato d’uso gratuito fin dal 1991.
«La perizia dei vigili del fuoco ha accertato che le fiamme hanno avuto origine nella stanza degli accessori (soprattutto cappelli, riposti sugli scaffali) situata al primo piano – spiega Donato Galloni della Tribù –. Un cortocircuito elettrico, probabilmente partito dal neon di quel locale, che infatti si è liquefatto per il calore. Noi avevamo rifatto l’impianto al piano terra; al piano di sopra avevamo intenzione di metterci mano in seguito. Non c’è stato il tempo».
A distanza di oltre tre mesi, il primo piano è ancora molto compromesso, con le finestre che di giorno vengono lasciate aperte per il fortissimo odore di bruciato. Dopo la gara di solidarietà seguita al maxi-incendio («Ci hanno devoluto l’incasso di diversi spettacoli teatrali, così come abbiamo registrato donazioni liberali da parte di semplici cittadini. Ringraziamo tutti»), adesso le Assicurazioni Generali hanno risarcito il danno, versando le somme sui conti correnti.
«Non inganni la cifra: l’immobile da solo, per le ampie dimensioni, è stato valutato sui 300mila euro, ma la polizza l’avevamo stipulata tredici anni fa e non l’abbiamo mai adeguata – ha proseguito Galloni –. I 90mila euro andranno alla parrocchia per ristrutturare l’edificio. La Tribù del Cucù ha trovato ospitalità in un capannone di Praticello della famiglia Barbieri ma, visti gli ottimi rapporti, pensiamo che sia nostro dovere riportare lo stabile parrocchiale in buone condizioni. Abbiamo avuto contatti con un geometra e con alcune imprese edili per capire cosa si può realizzare con quella cifra. Andrebbero rifatti l’impianto elettrico, le porte, gli infissi e tanto altro. Bisognerà fare delle scelte».
L’associazione, per il risarcimento danni dei costumi, ha ricevuto 70mila euro. «Molti dei capi andati perduti, come tutti i capi da uomo originali del Settecento, sono insostituibili. Per vestiti della stessa epoca, una ex sarta teatrale di Bologna ci ha chiesto 100 mila euro e siamo stati costretti a rinunciare. Ancora non sappiamo quanto ci costerà tentare di ripristinare i 40 scatoloni di costumi da ripristinare. Solo in lavanderie industriali, che non ci hanno assicurato il risultato, abbiamo speso finora 20 mila euro – conclude Galloni –. Ci auguriamo di poter aprire il cantiere dell’immobile tra aprile e maggio per finire entro l’estate e, si spera, rientrare nella nostra sede storica a settembre».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Quella domenica sera una famiglia di stranieri residenti nell’immobile a fianco lanciò l’allarme, segnalando alte fiamme fuoriuscire da due finestre al primo piano. Nel rogo fu danneggiato circa il 70% dei diecimila costumi, accessori e attrezzi teatrali – diversi dei quali preziosi – immagazzinati dall’associazione nello stabile che la parrocchia di Gattatico ha concesso in comodato d’uso gratuito fin dal 1991.
«La perizia dei vigili del fuoco ha accertato che le fiamme hanno avuto origine nella stanza degli accessori (soprattutto cappelli, riposti sugli scaffali) situata al primo piano – spiega Donato Galloni della Tribù –. Un cortocircuito elettrico, probabilmente partito dal neon di quel locale, che infatti si è liquefatto per il calore. Noi avevamo rifatto l’impianto al piano terra; al piano di sopra avevamo intenzione di metterci mano in seguito. Non c’è stato il tempo».
A distanza di oltre tre mesi, il primo piano è ancora molto compromesso, con le finestre che di giorno vengono lasciate aperte per il fortissimo odore di bruciato. Dopo la gara di solidarietà seguita al maxi-incendio («Ci hanno devoluto l’incasso di diversi spettacoli teatrali, così come abbiamo registrato donazioni liberali da parte di semplici cittadini. Ringraziamo tutti»), adesso le Assicurazioni Generali hanno risarcito il danno, versando le somme sui conti correnti.
«Non inganni la cifra: l’immobile da solo, per le ampie dimensioni, è stato valutato sui 300mila euro, ma la polizza l’avevamo stipulata tredici anni fa e non l’abbiamo mai adeguata – ha proseguito Galloni –. I 90mila euro andranno alla parrocchia per ristrutturare l’edificio. La Tribù del Cucù ha trovato ospitalità in un capannone di Praticello della famiglia Barbieri ma, visti gli ottimi rapporti, pensiamo che sia nostro dovere riportare lo stabile parrocchiale in buone condizioni. Abbiamo avuto contatti con un geometra e con alcune imprese edili per capire cosa si può realizzare con quella cifra. Andrebbero rifatti l’impianto elettrico, le porte, gli infissi e tanto altro. Bisognerà fare delle scelte».
L’associazione, per il risarcimento danni dei costumi, ha ricevuto 70mila euro. «Molti dei capi andati perduti, come tutti i capi da uomo originali del Settecento, sono insostituibili. Per vestiti della stessa epoca, una ex sarta teatrale di Bologna ci ha chiesto 100 mila euro e siamo stati costretti a rinunciare. Ancora non sappiamo quanto ci costerà tentare di ripristinare i 40 scatoloni di costumi da ripristinare. Solo in lavanderie industriali, che non ci hanno assicurato il risultato, abbiamo speso finora 20 mila euro – conclude Galloni –. Ci auguriamo di poter aprire il cantiere dell’immobile tra aprile e maggio per finire entro l’estate e, si spera, rientrare nella nostra sede storica a settembre».
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