Mirabile: «Vi racconto quando mi finsi mendicante, lo fanno come lavoro»
Il presidente della Caramella Buona parla di quando si finse un questuante: «Prendevo 20mila lire all’ora, molti se ne approfittano»
REGGIO EMILIA. Quando circa 25 anni fa come giornalista Roberto Mirabile, oggi presidente della onlus Caramella Buona, si finse mendicante, il suo fu un caso che fece molto discutere a livello nazionale. Tanto da garantirgli una presenza fissa al Maurizio Costanzo Show per due anni.
E oggi, dopo aver letto l’inchiesta della Gazzetta di Reggio, torna a parlare di quell’esperienza. «Ci ho pensato subito non appena ho visto i titoli – spiega Mirabile – mi finsi mendicante ormai 25 anni fa ma le conclusioni sono ancora attuali. Per due anni mi travestii, con tanto di barba finta, e girai l’Emilia per capire meglio questo fenomeno. Ovviamente come reggiano mi concentrai di più sulla mia città».
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Lo scopo di Mirabile era quello di dimostrare quanto un questuante guadagni ogni giorno, per mettere in guardia i cittadini da chi se ne approfitta. E ci riuscì in pieno.
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«Due volte a settimana – prosegue – mi sedevo per terra e chiedevo l’elemosina. Avevo scelto gli orari con meno afflusso in modo da poter dire quanto guadagna “come minimo” giornaliero un mendicante di professione. E di media ottenevo 20mila lire ogni ora (che a fine dell’inchiesta ha devoluto ai frati di Sant’Antonio di Reggio Emilia, ndr). Senza pagare le tasse e senza spese, perché qualcuno mi dava anche da mangiare, altri da bere e i pasti li consumavo gratis alla Mensa del Vescovo».
Una pratica molto “redditizia” quindi, tanto che Mirabile invita a diffidare i reggiani da certi mendicanti: «Un caso eclatante fu quello di un uomo che veniva ogni giorno da Modena e si metteva sotto i portici di San Pietro in carrozzina e con un cane, senza essere ovviamente un vero disabile. In più possedeva dieci case e due macchine. Chiediamoci tutte le volte che diamo un euro dove va a finire e se serve per buon fine, altrimenti paghiamo solo per lavarci la nostra coscienza».
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