«Così si combatte la processionaria ma serve prudenza»
Scandiano, i consigli di Montermini (Consorzio provinciale) «I loro peli sono molto irritanti per gli uomini e gli animali»
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SCANDIANO . «Con la processionaria occorre molta attenzione, ma direi che il momento peggiore è ormai alle spalle». Anselmo Montermini del Consorzio fitosanitario provinciale invita all’attenzione nell’affrontare un classico fenomeno stagionale: la presenza della processionaria nelle zone verdi. Le ultime settimane sono state segnate, in molti luoghi della provincia, le larve di Thaumetopoea pityocampa, come di chiamano scientificamente i bruchi che si muovono sul terreno attaccati in fila indiana (da qui il nome di processionaria), che formano poi grandi nidi biancastri a forma ovoidale ben visibili tra i rami dei pini e, una volta adulti, si trasformano in una piccola farfalla triangolare. I tratti distintivi sono tre, per semplificare. Grandi nidi biancastri a forma ovoidale ben visibili fra i rami dei pini, la marcia in fila indiana delle larve a terra (in processione, e da qui arriva il nome) e la presenza di una peluria protettiva sulle larve stesse. Peluria fortemente irritante, che può generare fastidi e infiammazioni agli umani e agli animali. Fra le vittime “predilette”, i cani, che si avvicinano per annusare le processioni, e i bambini, attirati dai curiosi serpentoni verdastri che si muovono per terra. Una delle soluzioni per eliminare l’insetto è il fuoco, bruciando sia i nidi che le larve. Ma non è tutto così semplice. «In questo periodo – afferma Montermini – abbiamo ricevuto ogni giorno decine di segnalazioni, sia sulla presenza dell’insetto sia su come risolvere il problema. Molte persone bruciano le larve, ma è una manovra che occorre compiere con grande attenzione. La fase peggiore è ormai alla fine. In questa fase però le larve cercheranno il luogo migliore per nidificare e per poi diventare farfalle. Sono molto fastidiose durante gli spostamenti».
«Per quanto riguarda la bruciatura delle larve – prosegue il tecnico del consorzio fito-sanitario – ripeto che occorre molta prudenza, per evitare incidenti. Le larve, dopo essere state schiacciate, possono essere bruciate ma con manovre adeguate e un controllo continuo delle fiamme, usando quindi la massima attenzione». Niente manovre improvvisate e tantomeno in mezzo a un prato, quindi. E per i nidi? «Ormai sono svuotati, sono “afflosciati”, non hanno la consistenza solida e la forma ellittica di qualche settimana fa, quando erano in pieno fermento. Anche qui occorre attenzione, prima di tutto vanno rimossi e non è sempre semplice, perché spesso sono in posizioni scomode, su rami in parti elevate dell’albero. Anche qui occorre la massima attenzione e a volte conviene chiamare un addetto alla manutenzione del verde, attrezzato a dovere per le rimozioni. Dopo, anche i nidi si possono bruciare, ma sempre in modo controllato». Per il 2017, il grosso del problema dovrebbe essere comunque passato: «Le larve reagiscono alla temperatura e si “mettono in moto” con il caldo. Ci sono poi anche altre procedure precauzionali che si possono fare in altri periodi dell’anno, come un trattamento con prodotti adeguati all’arrivo del freddo, valido non solo per la processionaria». (adr.ar.)
«Per quanto riguarda la bruciatura delle larve – prosegue il tecnico del consorzio fito-sanitario – ripeto che occorre molta prudenza, per evitare incidenti. Le larve, dopo essere state schiacciate, possono essere bruciate ma con manovre adeguate e un controllo continuo delle fiamme, usando quindi la massima attenzione». Niente manovre improvvisate e tantomeno in mezzo a un prato, quindi. E per i nidi? «Ormai sono svuotati, sono “afflosciati”, non hanno la consistenza solida e la forma ellittica di qualche settimana fa, quando erano in pieno fermento. Anche qui occorre attenzione, prima di tutto vanno rimossi e non è sempre semplice, perché spesso sono in posizioni scomode, su rami in parti elevate dell’albero. Anche qui occorre la massima attenzione e a volte conviene chiamare un addetto alla manutenzione del verde, attrezzato a dovere per le rimozioni. Dopo, anche i nidi si possono bruciare, ma sempre in modo controllato». Per il 2017, il grosso del problema dovrebbe essere comunque passato: «Le larve reagiscono alla temperatura e si “mettono in moto” con il caldo. Ci sono poi anche altre procedure precauzionali che si possono fare in altri periodi dell’anno, come un trattamento con prodotti adeguati all’arrivo del freddo, valido non solo per la processionaria». (adr.ar.)
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