Foto a Predappio del consigliere Roffi Tutti contro tutti
L’ondata polemica si amplia da Carpineti all’intera provincia Pagliani e Diacci (FI) contro il Pd, che ha chiesto le dimissioni
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CARPINETI . Guerra in mezza provincia. Si allarga da Carpineti a gran parte del territorio reggiano la fiamma delle polemiche nate nel Comune montano sulle foto che ritraggono il consigliere comunale di maggioranza Luciano Roffi davanti alla cripta di Benito Mussolini a Predappio.
Le immagini, pubblicate sul proprio profilo Facebook da Roffi, hanno generato uno scontro frontale con l’opposizione Pd, che ha chiesto le dimissioni del consigliere dopo altre frasi (scritte sempre su Facebook) nel commentare la vicenda, in cui Roffi dichiarava ironicamente di voler picchiare degli extracomunitari per offrire veri motivi di critica. Ancora sui social network sono arrivate altre novità. Roffi ha scritto di stare valutando l’ipotesi di querelare il capogruppo Pd Stefano Baldelli e il segretario Pd Dario Bottazzi, per voi devolvere l’eventuale risarcimento in beneficenza. E ha ricordato di essere nipote di un deportato finito nei lager nazisti.
Adesso l’onda polemica si amplia, con nuove critiche e nuovi scudi, oltre a centinaia di commenti – anche acidi e tesi – su Facebook. Con Roffi – che in passato è stato candidato in Parlamento per Forza Italia – si schierano due volti noti del centro-destra, Elena Diacci e Giuseppe Pagliani.
Attacca Diacci, coordinatrice dei giovani di Forza Italia. «La sinistra si guarda bene di attaccare il loro consigliere De Lucia, che viene ritratto vestito da gerarca comunista: quella divisa, che lo stesso mostra con orgoglio, ha generato milioni di morti – afferma – farebbero meglio a condannare i crimini partigiani compiuti nei loro territori, invece che attaccare il consigliere Roffi, stimato e rispettato da tutti non solo per l’attività amministrativa ma anche per il suo impegno quotidiano nel volontariato locale».
Il capogruppo di Forza Italia a Reggio Giuseppe Pagliani difende a propria volta Roffi. «È un consigliere che dedica per sola passione il suo tempo libero all’amministrazione del territorio nel quale vive, oltre ad occuparsi da sempre di volontariato: è coralmente considerato una persona di una correttezza esemplare». E rinfaccia piuttosto alla sinistra comportamenti per lui inadeguati: «Si pensi alle puntuali immagini del consigliere comunale De Lucia ritratto con il copricapo dell’Armata Rossa, incurante del fatto che con quella divisa si sono compiuti crimini inusitati».
Proprio Dario De Lucia dà manforte ai compagni di partito del Pd: «L’antifascismo e l’antirazzismo siano un valori da custodire senza cedimenti e ambiguità, mantenendo viva la coscienza civile della comunità. La cripta di Mussolini non è uguale a Casa Cervi. Un rappresentante delle istituzioni non può tenere questi atteggiamenti, che fanno riferimento agli anni bui della storia d’Italia. Sono opportune e doverose le dimissioni del consigliere». Infine, c’è chi ne ha per entrambe le partic, ome Alessandro Fontanesi del Partito Comunista: «Al consigliere di Carpineti, non amministrato dal Pd, chiedono le dimissioni. A Fabbrico, da sempre roccaforte “bulgara” del Pd dove ogni 27 febbraio, da 15 anni, vengono lasciati manifestare noti fascisti reggiani, dal Pd ed i suoi sindaci nemmeno una condanna pubblica». (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Le immagini, pubblicate sul proprio profilo Facebook da Roffi, hanno generato uno scontro frontale con l’opposizione Pd, che ha chiesto le dimissioni del consigliere dopo altre frasi (scritte sempre su Facebook) nel commentare la vicenda, in cui Roffi dichiarava ironicamente di voler picchiare degli extracomunitari per offrire veri motivi di critica. Ancora sui social network sono arrivate altre novità. Roffi ha scritto di stare valutando l’ipotesi di querelare il capogruppo Pd Stefano Baldelli e il segretario Pd Dario Bottazzi, per voi devolvere l’eventuale risarcimento in beneficenza. E ha ricordato di essere nipote di un deportato finito nei lager nazisti.
Adesso l’onda polemica si amplia, con nuove critiche e nuovi scudi, oltre a centinaia di commenti – anche acidi e tesi – su Facebook. Con Roffi – che in passato è stato candidato in Parlamento per Forza Italia – si schierano due volti noti del centro-destra, Elena Diacci e Giuseppe Pagliani.
Attacca Diacci, coordinatrice dei giovani di Forza Italia. «La sinistra si guarda bene di attaccare il loro consigliere De Lucia, che viene ritratto vestito da gerarca comunista: quella divisa, che lo stesso mostra con orgoglio, ha generato milioni di morti – afferma – farebbero meglio a condannare i crimini partigiani compiuti nei loro territori, invece che attaccare il consigliere Roffi, stimato e rispettato da tutti non solo per l’attività amministrativa ma anche per il suo impegno quotidiano nel volontariato locale».
Il capogruppo di Forza Italia a Reggio Giuseppe Pagliani difende a propria volta Roffi. «È un consigliere che dedica per sola passione il suo tempo libero all’amministrazione del territorio nel quale vive, oltre ad occuparsi da sempre di volontariato: è coralmente considerato una persona di una correttezza esemplare». E rinfaccia piuttosto alla sinistra comportamenti per lui inadeguati: «Si pensi alle puntuali immagini del consigliere comunale De Lucia ritratto con il copricapo dell’Armata Rossa, incurante del fatto che con quella divisa si sono compiuti crimini inusitati».
Proprio Dario De Lucia dà manforte ai compagni di partito del Pd: «L’antifascismo e l’antirazzismo siano un valori da custodire senza cedimenti e ambiguità, mantenendo viva la coscienza civile della comunità. La cripta di Mussolini non è uguale a Casa Cervi. Un rappresentante delle istituzioni non può tenere questi atteggiamenti, che fanno riferimento agli anni bui della storia d’Italia. Sono opportune e doverose le dimissioni del consigliere». Infine, c’è chi ne ha per entrambe le partic, ome Alessandro Fontanesi del Partito Comunista: «Al consigliere di Carpineti, non amministrato dal Pd, chiedono le dimissioni. A Fabbrico, da sempre roccaforte “bulgara” del Pd dove ogni 27 febbraio, da 15 anni, vengono lasciati manifestare noti fascisti reggiani, dal Pd ed i suoi sindaci nemmeno una condanna pubblica». (adr.ar.)
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