Parco senza Nome al ballottaggio
Domenica la sfida finale tra i tre nomi rimasti per l’area verde della Rosta Nuova
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REGGIO EMILIA. Un ballottaggio che ha coinvolto oltre 200 persone e che, nella giornata di domenica, alla presenza del sindaco Luca Vecchi e l’assessore alle infrastrutture del territorio e Beni comuni Mirko Tutino, vedrà quale tra i tre nomi rimasti in gara per il piccolo parco che si trova dietro i caseggiati di Piazza Neruda, via Wybicki, Martiri del 1831 e via Manara, ancora senza nome, sarà il vincitore.
I nomi in ballottaggio sono tre: “Parco Senza Nome”, “Parco della Rosta”, “Parco Franco Ferretti” e quello che appare paradossale è come tantissime persone abbiano proposto davvero di chiamare il parco “Parco senza nome”, ormai vero e proprio nome dell’area verde per moltissimi bambini e adulti della zona. «E un nome tanto insolito ed originale che senza dubbio lo distingue dagli altri parchi cittadini - ha sottolineato Stefano Incerti che abita nel quartiere Rosta Nuova - e ne coglie la sua più intima identità, uno spazio nascosto, e quindi anche magico. C’è poi da dire che scoprendo i nomi dei parchi della città pochissimi sono i nomi che la gente si ricorda». Gli altri due nomi rimasti in gara sono invece dedicati a quella che è la storia del quartiere cittadino, perché “Parco della Rosta” è stato pensato per dedicare un’area a tutti i bambini e le bambine della Rosta Nuova che dal 1960 ad oggi sono cresciuti in quella determinata zona, mentre “Parco Franco Ferretti” è stato proposto in ricordo del consigliere di circoscrizione che ha legato la propria attività politica al quartiere Rosta Nuova e all’omonimo centro sociale. Domenica verrà messa definitivamente la parola fine ad un percorso che ha preso il via ormai quasi un anno fa e che ha visto coinvolti i cittadini del quartiere Rosta Nuova, che ha suscitato molta curiosità in tutta la cittadinanza perché si è trattato della prima iniziativa di tipo partecipativo di denominazione di un’area pubblica in città.
«A prescindere dal nome che “vincerà” - afferma l’associazione dei cittadini di via Wyibiki - credo che noi tutti non possiamo che dirci soddisfatti. Non ci saremmo mai aspettati di ricevere così tante proposte e iIl 26 sarà quindi una festa corale, di giochi, laboratori creativi e narrazioni, per essere riusciti a far scoprire il valore dei beni comuni e l’importanza dell’averne cura. In questo senso è sorprendente come dopo la scelta dei bambini e delle bambine della scuola dell’infanzia Anna Frank di dare un nome anche agli alberi presenti del parco, questi abbiano come acquisito una nuova veste, che mette ben in mostra la propria maestosa unicità».
I nomi in ballottaggio sono tre: “Parco Senza Nome”, “Parco della Rosta”, “Parco Franco Ferretti” e quello che appare paradossale è come tantissime persone abbiano proposto davvero di chiamare il parco “Parco senza nome”, ormai vero e proprio nome dell’area verde per moltissimi bambini e adulti della zona. «E un nome tanto insolito ed originale che senza dubbio lo distingue dagli altri parchi cittadini - ha sottolineato Stefano Incerti che abita nel quartiere Rosta Nuova - e ne coglie la sua più intima identità, uno spazio nascosto, e quindi anche magico. C’è poi da dire che scoprendo i nomi dei parchi della città pochissimi sono i nomi che la gente si ricorda». Gli altri due nomi rimasti in gara sono invece dedicati a quella che è la storia del quartiere cittadino, perché “Parco della Rosta” è stato pensato per dedicare un’area a tutti i bambini e le bambine della Rosta Nuova che dal 1960 ad oggi sono cresciuti in quella determinata zona, mentre “Parco Franco Ferretti” è stato proposto in ricordo del consigliere di circoscrizione che ha legato la propria attività politica al quartiere Rosta Nuova e all’omonimo centro sociale. Domenica verrà messa definitivamente la parola fine ad un percorso che ha preso il via ormai quasi un anno fa e che ha visto coinvolti i cittadini del quartiere Rosta Nuova, che ha suscitato molta curiosità in tutta la cittadinanza perché si è trattato della prima iniziativa di tipo partecipativo di denominazione di un’area pubblica in città.
«A prescindere dal nome che “vincerà” - afferma l’associazione dei cittadini di via Wyibiki - credo che noi tutti non possiamo che dirci soddisfatti. Non ci saremmo mai aspettati di ricevere così tante proposte e iIl 26 sarà quindi una festa corale, di giochi, laboratori creativi e narrazioni, per essere riusciti a far scoprire il valore dei beni comuni e l’importanza dell’averne cura. In questo senso è sorprendente come dopo la scelta dei bambini e delle bambine della scuola dell’infanzia Anna Frank di dare un nome anche agli alberi presenti del parco, questi abbiano come acquisito una nuova veste, che mette ben in mostra la propria maestosa unicità».
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