Si accascia in cortile e muore a 39 anni
di Ambra Prati
Marco Caroli era rientrato da un breve giro in bici. La mamma ex infermiera: «Non c’era il battito, non ho potuto salvarlo»
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BAGNOLO IN PIANO. «Sono un’ex infermiera, so dove mettere le mani. Se ci fosse stata una possibilità, lo avrei salvato. Ma quando l’ho auscultato, mio figlio non aveva il battito. Non c’era più nulla da fare». Renata Guerra è la mamma di Marco Caroli, 39 anni, morto mercoledì pomeriggio nel cortile della sua abitazione per arresto cardiocircolatorio. Misteriose le cause: Marco era in salute; nessun malessere nei giorni precedenti, tanto che l’Ausl ha disposto accertamenti per chiarire cosa ha fermato il cuore all’improvviso.
«Quel giorno Marco era appena tornato dal lavoro – prosegue la mamma –. Ha preso la bicicletta per andare in paese ad acquistare le sigarette. Al rientro, non ha nemmeno avuto il tempo di entrare in casa. Io ero al telefono: ho sentito un rumore e ho pensato che mio figlio avesse urtato il garage mentre metteva dentro la bici. Poco dopo mio marito è uscito per buttare il flacone vuoto dello shampoo nel contenitore della plastica, che è in cortile, e ha urlato: Marco era steso a terra, all’ingresso del primo garage».
Garage che si trova sulla sinistra, a circa due metri dalla porta principale dell’abitazione. La mamma si è precipitata, ma nonostante la sua esperienza è stata impotente. Sul posto sono accorse a sirene spiegate ambulanza e automedica; i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso, avvenuto alle 19.42. Per il 118, un episodio neurologico.
«Non so cosa possa averlo ucciso: una ischemia non credo, visto che presenta sintomi diversi».
Il corpo è stato composto all’obitorio di Coviolo, da dove ieri è stato trasferito a Modena, all’istituto di Medicina legale, perché il medico Ausl ha chiesto un riscontro diagnostico: un approfondimento per avere maggiori elementi, che si differenzia dall’autopsia.
Marco Caroli stava bene. «Anche noi vogliamo sapere perché è morto – prosegue la mamma – dal momento che non ha mai avuto problemi di salute. Tra l’altro, giusto un mese fa aveva passato la visita medica annuale al lavoro, alla Cepelli Srl di Novellara».
Nato a Novellara, il 39enne aveva frequentato l’Ipsia Lombardini, abbandonando gli studi al primo anno. A 16 anni aveva iniziato a lavorare come metalmeccanico alla Cepelli Srl, una carpenteria meccanica di lavorazione di tubi metallici a San Giovanni di Novellara, dove era un dipendente apprezzato e dove la notizia della sua improvvisa scomparsa ha lasciato annichiliti colleghi e direzione aziendale.
Marco Caroli aveva un legame sentimentale nato oltre un decennio fa a Novellara. Abitava con i genitori in via Strada Vecchia 50 a Pieve Rossa di Bagnolo.
«Andava in palestra, faceva body building – aggiunge la madre – ma ha smesso due o tre anni fa. Nel tempo libero seguiva da appassionato le gare di moto di F1. Da ragazzo aveva una moto. Andava spesso al bar, dove si trovava con gli amici». Una esistenza tranquilla, tutta casa e lavoro. La data dei funerali non è ancora stata fissata. Dipenderà dalla tempistica della Medicina legale. Oltre alla fidanzata, Marco lascia nel dolore più profondo la mamma Renata, il papà Nillo, il fratello Sandro (sposato e residente a San Tomaso della Fossa), la nonna materna 86enne Ernesta e due nipoti ai quali era molto affezionato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Quel giorno Marco era appena tornato dal lavoro – prosegue la mamma –. Ha preso la bicicletta per andare in paese ad acquistare le sigarette. Al rientro, non ha nemmeno avuto il tempo di entrare in casa. Io ero al telefono: ho sentito un rumore e ho pensato che mio figlio avesse urtato il garage mentre metteva dentro la bici. Poco dopo mio marito è uscito per buttare il flacone vuoto dello shampoo nel contenitore della plastica, che è in cortile, e ha urlato: Marco era steso a terra, all’ingresso del primo garage».
Garage che si trova sulla sinistra, a circa due metri dalla porta principale dell’abitazione. La mamma si è precipitata, ma nonostante la sua esperienza è stata impotente. Sul posto sono accorse a sirene spiegate ambulanza e automedica; i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso, avvenuto alle 19.42. Per il 118, un episodio neurologico.
«Non so cosa possa averlo ucciso: una ischemia non credo, visto che presenta sintomi diversi».
Il corpo è stato composto all’obitorio di Coviolo, da dove ieri è stato trasferito a Modena, all’istituto di Medicina legale, perché il medico Ausl ha chiesto un riscontro diagnostico: un approfondimento per avere maggiori elementi, che si differenzia dall’autopsia.
Marco Caroli stava bene. «Anche noi vogliamo sapere perché è morto – prosegue la mamma – dal momento che non ha mai avuto problemi di salute. Tra l’altro, giusto un mese fa aveva passato la visita medica annuale al lavoro, alla Cepelli Srl di Novellara».
Nato a Novellara, il 39enne aveva frequentato l’Ipsia Lombardini, abbandonando gli studi al primo anno. A 16 anni aveva iniziato a lavorare come metalmeccanico alla Cepelli Srl, una carpenteria meccanica di lavorazione di tubi metallici a San Giovanni di Novellara, dove era un dipendente apprezzato e dove la notizia della sua improvvisa scomparsa ha lasciato annichiliti colleghi e direzione aziendale.
Marco Caroli aveva un legame sentimentale nato oltre un decennio fa a Novellara. Abitava con i genitori in via Strada Vecchia 50 a Pieve Rossa di Bagnolo.
«Andava in palestra, faceva body building – aggiunge la madre – ma ha smesso due o tre anni fa. Nel tempo libero seguiva da appassionato le gare di moto di F1. Da ragazzo aveva una moto. Andava spesso al bar, dove si trovava con gli amici». Una esistenza tranquilla, tutta casa e lavoro. La data dei funerali non è ancora stata fissata. Dipenderà dalla tempistica della Medicina legale. Oltre alla fidanzata, Marco lascia nel dolore più profondo la mamma Renata, il papà Nillo, il fratello Sandro (sposato e residente a San Tomaso della Fossa), la nonna materna 86enne Ernesta e due nipoti ai quali era molto affezionato.
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