Tari, aumenti in arrivo Premiato chi non spreca
di Roberto Fontanili
Pioggia di numeri snocciolati ieri sera in commissione consiliare Affari Generali Nel 2017 la tariffa crescerà del 2,9% per le famiglie e dell’1,9% per le aziende
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REGGIO EMILIA. Nel 2017 la Tari (la tariffa per la raccolta rifiuti nel comune di Reggio) aumenterà del 2.9% per le famiglie e dell’1.9% per le aziende. Questa la novità più significativa nella pioggia di cifre arrivata ieri in Commissione consiliare Affari Generali, (presieduta da Alessandra Guatteri del M5S) dove si è discusso delle delibere che arriveranno a breve in sala Tricolore per la definizione dei tributi comunali e la discussione del bilancio di previsione. Le aliquote di Imu, Tasi e addizionale Irpef come prevede la legge resteranno bloccate (con il Comune in alcuni casi ha introdotto delle agevolazioni), mentre la Tari (tariffa rifiuti) aumenterà. Quest’ultima tariffa, per legge, deve coprire il costo del servizio e nel comune reggiano per il 2017 a detta dell’assessore Marchi «l’aumento avrebbe potuto essere più elevato e sulla base del solo piano economico finanziario, avrebbe subito un incremento pari all'8%». Un aumento non sostenibile per molte famiglie e su cui si è poi intervenuti per rifare i conti. Prima partendo dalla potenziale riduzione di rifiuti prodotti a seguito all’introduzione del porta si è arrivati ad un aumento medio in tutta la provincia del 3.8% e poi un ulteriore limatura è stata fatta intervenendo sui metri ammissibili e su alcuni costi amministrativi. Il risultato finale è stato l’aumento del 2.9% per le utenze domestiche e dell’1.9% per quelle non domestiche; un incremento che in base al principio di sussidiarietà vale per tutti i comuni reggiani. Alcuni dati illustrati ieri possono inquadrare meglio il perché dell’aumento per la Tari, con il comune di Reggio che ha un costo per lo smaltimento circa del 50% rispetto a quello provinciale (34 milioni di euro, sui 67milioni in tutta la provincia). Il costo dello smaltimento dei rifiuti è di 130 euro per tonnellata; il costo complessivo del servizio nella nostra provincia è di 66.447.279,82 euro con un calo del 1.2% rispetto al 2016. La diminuzione del costo del servizio è dovuto alla previsione, per il 2017, di smaltire 101 mila tonnellate di rifiuti rispetto alle 123mila del 2016, a seguito dell’introduzione della raccolta porta a porta. A far la differenza e a spiegare perché di fronte al calo dei rifiuti da smaltire ci sia un aumento dei costi, il fatto che nel 2017 per la prima volta tutti i rifiuti finiranno nell’inceneritore di Parma (una modalità che ha un costo superiore all’utilizzo delle discariche) e la scomparsa nel bilancio 2017 del contributo regionale di 3 milioni di euro che lo scorso anno aveva consentito di contenere la tariffa. Infine per quanto riguarda gli altri tributi per l’Imu l’assessore Marchi ha detto che «su indicazione dei tavoli di lavoro del Progetto Reggio Città senza barriere, coordinato da Annalisa Rabitti presidente di Fcr, è stato introdotta una riduzione per gli appartamenti ceduti in comodato ai parenti fino al secondo grado se disabili, mente per la Tari è prevista una riduzione del 20% per evitare lo spreco alimentare e quindi premia negozi e supermercati che donano cibi e alimenti ad una onlus. Uno sconto sempre del 20% sulla Tari è previsto inoltre per bar e tabaccherie che non installino nei propri locali le macchinette “mangiasoldi” Vlt.
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