Ex poliziotto stroncato da un malore
di Serena Arbizzi
Felice Vicenti, 56 anni, per 30 anni in servizio a Carpi, è morto ieri a San Faustino di Rubiera
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RUBIERA. Una morte improvvisa, che ha lasciato sgomenti gli amici, i famigliari e i colleghi che per decenni hanno lavorato fianco a fianco con Felice Vicenti, stroncato a soli 56 anni a causa di un malore, ieri mattina.
Vicenti era andato a trovare alcuni amici, in via del Benefizio, a San Faustino di Rubiera, nel Reggiano. Doveva essere una mattina come tutte le altre: Vicenti, dal primo settembre del 2014 era in pensione, dopo una carriera trascorsa prima nella squadra della Volante, poi dell’Anticrimine nella sede cittadina del Commissariato di Carpi. Invece, un malore improvviso, lo ha strappato ai famigliari e agli amici più cari.
Sul posto, in via del Benefizio, è arrivato il personale sanitario della Croce rossa di Correggio e l’automedica di Scandiano. Inutili i tentativi di rianimare il 56enne: l’uomo è morto per un arresto cardiocircolatorio.
Vicenti ha vissuto per anni a Budrione di Carpi, in via Venere 33. E nonostante si fosse trasferito di casa sono in molti a ricordarselo. Il 56enne era separato e lascia un figlio.
«Inutile dire che siamo rimasti sotto choc quando abbiamo appreso della notizia di questa morte improvvisa - dice l’ispettore Massimo Pellodi, del Commissariato di Carpi - Questo lutto incute in noi profondo dispiacere. Vicenti ha lavorato al Commissariato di Carpi per trent’anni. Inizialmente, nei primi anni di carriera, ha svolto la mansione di agente; in seguito è diventato assistente e, successivamente, soprintendente. Questo fino a quando non è andato in pensione il primo settembre 2014. Prima, Felice ha lavorato nella Volante e poi nell’Anticrimine. Fino a quando ha prestato servizio al Commissariato di Carpi, ha vissuto in via Venere, a Budrione, poi si è spostato - conclude l’ispettore Pellodi - Se ne va una figura che per decenni è stato uno di punti di riferimento per la polizia carpigiana».
Pellodi ricorda con emozione tanti momenti della carriera trascorsi insieme a Felice Vicenti. «È stato un amico di tante avventure - racconta l’ispettore Pellodi - Abbiamo lavorato insieme per tanto tempo. Non soffriva di problemi cardiaci e questo rende tanto assurda quanto inspiegabile la tragedia che si è verificata».
Altrettanto sconvolti gli amici e i conoscenti. «L’ho visto anche l’altro giorno - afferma un amico -. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe scomparso dopo poco».
Vicenti era andato a trovare alcuni amici, in via del Benefizio, a San Faustino di Rubiera, nel Reggiano. Doveva essere una mattina come tutte le altre: Vicenti, dal primo settembre del 2014 era in pensione, dopo una carriera trascorsa prima nella squadra della Volante, poi dell’Anticrimine nella sede cittadina del Commissariato di Carpi. Invece, un malore improvviso, lo ha strappato ai famigliari e agli amici più cari.
Sul posto, in via del Benefizio, è arrivato il personale sanitario della Croce rossa di Correggio e l’automedica di Scandiano. Inutili i tentativi di rianimare il 56enne: l’uomo è morto per un arresto cardiocircolatorio.
Vicenti ha vissuto per anni a Budrione di Carpi, in via Venere 33. E nonostante si fosse trasferito di casa sono in molti a ricordarselo. Il 56enne era separato e lascia un figlio.
«Inutile dire che siamo rimasti sotto choc quando abbiamo appreso della notizia di questa morte improvvisa - dice l’ispettore Massimo Pellodi, del Commissariato di Carpi - Questo lutto incute in noi profondo dispiacere. Vicenti ha lavorato al Commissariato di Carpi per trent’anni. Inizialmente, nei primi anni di carriera, ha svolto la mansione di agente; in seguito è diventato assistente e, successivamente, soprintendente. Questo fino a quando non è andato in pensione il primo settembre 2014. Prima, Felice ha lavorato nella Volante e poi nell’Anticrimine. Fino a quando ha prestato servizio al Commissariato di Carpi, ha vissuto in via Venere, a Budrione, poi si è spostato - conclude l’ispettore Pellodi - Se ne va una figura che per decenni è stato uno di punti di riferimento per la polizia carpigiana».
Pellodi ricorda con emozione tanti momenti della carriera trascorsi insieme a Felice Vicenti. «È stato un amico di tante avventure - racconta l’ispettore Pellodi - Abbiamo lavorato insieme per tanto tempo. Non soffriva di problemi cardiaci e questo rende tanto assurda quanto inspiegabile la tragedia che si è verificata».
Altrettanto sconvolti gli amici e i conoscenti. «L’ho visto anche l’altro giorno - afferma un amico -. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe scomparso dopo poco».
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