Lo spacciatore in viaggio con l’alta velocità
Il 46enne finito in carcere ha viaggiato da Roma a Reggio Emilia sul Frecciarossa, pagando 66 euro
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Treno 9527, carrozza 6, posto 20A lato finestrino. Partenza da Roma Termini alle 10.05 e arrivo previsto a Reggio Emilia AV Medipopadana alle 12.42. Questo il biglietto che aveva in tasca Zaoor Haq, il pakistano corriere della droga arrestato mercoledì dalla polizia.
Gli spacciatori viaggiano comodi, con l’alta velocità. Abitudine in realtà non difficile da credere, visto il carico pericoloso che il 46enne stava trasportando. Mezzo chilo di eroina ingoiata dall’uomo e nascosta nel suo stomaco, delicatamente avvolta in sessanta ovuli. Una bomba a orologeria che al minimo scossone o botta avrebbe potuto riversare nel corpo del corriere una dose di droga tale da ucciderlo in poco tempo.
Un biglietto, quello posseduto da Zaoor, costato 66 euro. Posseduto da lui, sì è vero, ma comprato da chi? Difficile infatti immaginare che un immigrato pakistano, proveniente da Atene secondo quanto recita il suo permesso di soggiorno, con appena 40 euro in tasca e senza un apparente lavoro, si sia potuto permettere un costo del genere. «Non ha saputo nemmeno indicare per quale motivo fosse a Reggio Emilia – ha spiegato la vice dirigente della questura, Magdala D’Istria – o chi conoscesse in città, o nemmeno dove vivesse in Italia e che lavoro facesse».
Circostanze che, sommate fra loro, fanno supporre che a prendere il biglietto per conto del “mulo” sia stato qualcun altro, forse proprio uno dei trafficanti di eroina che usano questo metodo di spedizione per far viaggiare lo stupefacente da una città all’altra.
Quello che resta adesso da capire sono i contatti che il pakistano doveva necessariamente avere a Reggio Emilia. A chi erano destinati gli ovuli? Da dove sono arrivati? C’era qualcuno ad aspettarlo alla Mediopadana che si è dileguato alla vista dell’arresto? (l.g.)
Gli spacciatori viaggiano comodi, con l’alta velocità. Abitudine in realtà non difficile da credere, visto il carico pericoloso che il 46enne stava trasportando. Mezzo chilo di eroina ingoiata dall’uomo e nascosta nel suo stomaco, delicatamente avvolta in sessanta ovuli. Una bomba a orologeria che al minimo scossone o botta avrebbe potuto riversare nel corpo del corriere una dose di droga tale da ucciderlo in poco tempo.
Un biglietto, quello posseduto da Zaoor, costato 66 euro. Posseduto da lui, sì è vero, ma comprato da chi? Difficile infatti immaginare che un immigrato pakistano, proveniente da Atene secondo quanto recita il suo permesso di soggiorno, con appena 40 euro in tasca e senza un apparente lavoro, si sia potuto permettere un costo del genere. «Non ha saputo nemmeno indicare per quale motivo fosse a Reggio Emilia – ha spiegato la vice dirigente della questura, Magdala D’Istria – o chi conoscesse in città, o nemmeno dove vivesse in Italia e che lavoro facesse».
Circostanze che, sommate fra loro, fanno supporre che a prendere il biglietto per conto del “mulo” sia stato qualcun altro, forse proprio uno dei trafficanti di eroina che usano questo metodo di spedizione per far viaggiare lo stupefacente da una città all’altra.
Quello che resta adesso da capire sono i contatti che il pakistano doveva necessariamente avere a Reggio Emilia. A chi erano destinati gli ovuli? Da dove sono arrivati? C’era qualcuno ad aspettarlo alla Mediopadana che si è dileguato alla vista dell’arresto? (l.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
