Matteo litiga e finisce in “punizione”
di Tiziano Soresina
La Corte espelle il 40enne per un’ora dopo un battibecco, con accuse reciproche, con i famigliari dei due imputati albanesi
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QUATTRO CASTELLA. Nel processo in corso in Assise a Reggio per il delitto e il tentato omicidio dei due fratelli Montruccoli – di oltre due anni fa a Forche di Puianello – non mancano mai i colpi di scena. Dopo il lancio della toga da parte dell’avvocato difensore Carlo Taormina (la sua rinuncia al mandato è comunque già rientrata) ieri mattina è invece arrivata l’espulsione dall’aula di Matteo Montruccoli (il fratello sopravvissuto, costituitosi parte civile) con tanto di “castigo” dentro una saletta attigua all’Assise per un’ora buona, tenuto d’occhio da un carabiniere. Ma perché si è arrivati a questa drastica decisione da parte di chi guida la Corte, cioè il presidente Dario De Luca?
Intorno alle 11.30 Montruccoli esce per l’ennesima volta nervosamente dall’aula, perché non gli vanno giù i racconti su quella tragica sera da parte di Fatmir Hikay che sta ultimando la sua deposizione. Quelle dell’imputato albanese sono parole che comunque feriscono tutta la famiglia di Matteo (la mamma piange, stringendosi al marito). Matteo è uscito da pochi istanti quando si sente un gran vociare dal corridoio e l’udienza si blocca. Non ci vuol molto a capire che c’è stato un confronto a muso duro fra lo stesso Montruccoli ed alcuni familiari dei due imputati. Volano parole grosse, gestacci, pianti, insomma un vero e proprio battibecco in cui entrambe le parti dicono di essere state aggredite. Intervengono i carabinieri a placare gli animi, perché la tensione è a mille. E quando Montruccoli rientra in udienza accompagnato da un carabiniere arriva la “ramanzina” del presidente De Luca: «Lei non può fare sceneggiate fuori nei corridoi ed era già stato ammonito (per qualche commento di troppo durante la testimonianza, ndr), sta turbando lo svolgimento dell’udienza». E poi spedisce il 40enne “in punizione” nella stanza «affinché si tranquilizzi un po’».
Una decisione contestata subito dall’avvocato di parte civile Marco Fornaciari: «D’accordo che il presidente tiene la polizia dell’udienza, ma in questo modo la mia tutela legale è menomata, ho bisogno dell’apporto di Montruccoli durante le testimonianze dei due imputati: lui ha vissuto quei tragici momenti e va capito ». Ma l’espulsione rimane, il giudice non cambia idea e solo alla prima sosta (intorno alle 13) Matteo può rientrare e seguire la seconda testimonianza-chiave di questa giornata, cioè il racconto dell’altro imputato (Daniel Tufa). Dopo tanto nervosismo, anche il folto gruppo albanese di parenti ed amici si è placato. Non vi saranno più altre frizioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Intorno alle 11.30 Montruccoli esce per l’ennesima volta nervosamente dall’aula, perché non gli vanno giù i racconti su quella tragica sera da parte di Fatmir Hikay che sta ultimando la sua deposizione. Quelle dell’imputato albanese sono parole che comunque feriscono tutta la famiglia di Matteo (la mamma piange, stringendosi al marito). Matteo è uscito da pochi istanti quando si sente un gran vociare dal corridoio e l’udienza si blocca. Non ci vuol molto a capire che c’è stato un confronto a muso duro fra lo stesso Montruccoli ed alcuni familiari dei due imputati. Volano parole grosse, gestacci, pianti, insomma un vero e proprio battibecco in cui entrambe le parti dicono di essere state aggredite. Intervengono i carabinieri a placare gli animi, perché la tensione è a mille. E quando Montruccoli rientra in udienza accompagnato da un carabiniere arriva la “ramanzina” del presidente De Luca: «Lei non può fare sceneggiate fuori nei corridoi ed era già stato ammonito (per qualche commento di troppo durante la testimonianza, ndr), sta turbando lo svolgimento dell’udienza». E poi spedisce il 40enne “in punizione” nella stanza «affinché si tranquilizzi un po’».
Una decisione contestata subito dall’avvocato di parte civile Marco Fornaciari: «D’accordo che il presidente tiene la polizia dell’udienza, ma in questo modo la mia tutela legale è menomata, ho bisogno dell’apporto di Montruccoli durante le testimonianze dei due imputati: lui ha vissuto quei tragici momenti e va capito ». Ma l’espulsione rimane, il giudice non cambia idea e solo alla prima sosta (intorno alle 13) Matteo può rientrare e seguire la seconda testimonianza-chiave di questa giornata, cioè il racconto dell’altro imputato (Daniel Tufa). Dopo tanto nervosismo, anche il folto gruppo albanese di parenti ed amici si è placato. Non vi saranno più altre frizioni.
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