Molotov contro Suv, quattro denunciati
di Adriano Arati
Un 60enne calabrese ha incaricato tre nordafricani di bruciare l’auto di un medico suo vicino di casa per rancori personali
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SCANDIANO. Un’auto distrutta con le fiamme per una vendetta amorosa. Quattro persone sono state denunciate per il rogo avvenuto il 27 febbraio 2016 a Scandiano. Un incendio doloso che distrusse la Nissan Qashqai di un medico residente in zona. Ora, dopo oltre un anno di indagini, i carabinieri della tenenza scandianese hanno individuato quelli che ritengono i responsabili materiali e il mandante del vandalismo, e pure il movente.
A dare fuoco alla Qashqai sarebbero stati 3 nordafricani ingaggiati da un 60enne calabrese, ex vicino di casa del medico con cui evidentemente non era in buoni rapporti. Forse contrasti personali, pare questioni sentimentali. Fatto sta che il 60enne ha voluto lasciare un “ricordo” ingaggiando tre nordafricani – un 40enne e un 26enne residenti Scandiano e un 25enne di Reggio Emilia – perché devastassero il suv del detestato medico. Ora i 4 sono stati denunciati per concorso in incendio doloso, al termine di mesi di investigazioni che da parte dei carabinieri, che hanno visionato filmati di telecamere, raccolto testimonianze e alla fine accumulato le prove. Con questo materiale si sono presentati al magistrato competente della Procura reggiana e hanno ottenuto il via libera, procedendo così a denunciare il quartetto.
Che cosa era accaduto nella notte del 27 febbraio 2016? Poco dopo le due gli abitanti di un quartiere residenziale scandianese vengono svegliati dalle fiamme che stanno distruggendo una Qashqai. Dal primo momento è chiaro che l'incendio è doloso, provocato da due bottiglie piene di liquido infiammabile acceso, lanciate sul cofano e sul baule del veicolo. Spento il rogo, iniziano le indagini e dopo tante ore passate a guardare i video degli impianti di sorveglianza della zona i militari trovano quella che potrebbe essere la traccia buona. Le telecamere a circuito chiuso di un distributore di benzina di Scandiano riprendono, poco dopo l'una di notte del 27 febbraio, tre persone mentre riempiono delle bottiglie con la benzina, usando il self-service. A meno di un'ora dall’incendio. I tre vengono identificati nei tre nordafricani e successivamente si arriva a trovare conferme, non solo sulla loro responsabilità materiale, ma anche sull’identità del mandante, il 60enne calabrese ex vicino di casa del medico proprietario della Nissan. Col tempo si arriva quindi a ricostruire questa rete di contatti e pure le possibili ragioni del gesto, che risalgono al periodo in cui il 60enne e il medico abitavano a pochissima distanza l'uno dall'altro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A dare fuoco alla Qashqai sarebbero stati 3 nordafricani ingaggiati da un 60enne calabrese, ex vicino di casa del medico con cui evidentemente non era in buoni rapporti. Forse contrasti personali, pare questioni sentimentali. Fatto sta che il 60enne ha voluto lasciare un “ricordo” ingaggiando tre nordafricani – un 40enne e un 26enne residenti Scandiano e un 25enne di Reggio Emilia – perché devastassero il suv del detestato medico. Ora i 4 sono stati denunciati per concorso in incendio doloso, al termine di mesi di investigazioni che da parte dei carabinieri, che hanno visionato filmati di telecamere, raccolto testimonianze e alla fine accumulato le prove. Con questo materiale si sono presentati al magistrato competente della Procura reggiana e hanno ottenuto il via libera, procedendo così a denunciare il quartetto.
Che cosa era accaduto nella notte del 27 febbraio 2016? Poco dopo le due gli abitanti di un quartiere residenziale scandianese vengono svegliati dalle fiamme che stanno distruggendo una Qashqai. Dal primo momento è chiaro che l'incendio è doloso, provocato da due bottiglie piene di liquido infiammabile acceso, lanciate sul cofano e sul baule del veicolo. Spento il rogo, iniziano le indagini e dopo tante ore passate a guardare i video degli impianti di sorveglianza della zona i militari trovano quella che potrebbe essere la traccia buona. Le telecamere a circuito chiuso di un distributore di benzina di Scandiano riprendono, poco dopo l'una di notte del 27 febbraio, tre persone mentre riempiono delle bottiglie con la benzina, usando il self-service. A meno di un'ora dall’incendio. I tre vengono identificati nei tre nordafricani e successivamente si arriva a trovare conferme, non solo sulla loro responsabilità materiale, ma anche sull’identità del mandante, il 60enne calabrese ex vicino di casa del medico proprietario della Nissan. Col tempo si arriva quindi a ricostruire questa rete di contatti e pure le possibili ragioni del gesto, che risalgono al periodo in cui il 60enne e il medico abitavano a pochissima distanza l'uno dall'altro.
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