Preso con 60 ovuli di eroina nella pancia
di Leonardo Grilli
Il corriere arrestato appena sceso dal treno: dopo le radiografie la polizia gli ha trovato mezzo chilo di droga in corpo
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REGGIO EMILIA. Ha viaggiato in treno per due ore e mezza da Roma fino a Reggio Emilia con mezzo chilo di eroina nello stomaco. Ma, appena sceso dal vagone, è stato fermato dalla polizia ferroviaria che lo ha interrogato, portato in questura e ha scoperto il carico di droga nascosto nella sua pancia. È andata male a Zaoor Haq, pakistano di 46 anni residente in Grecia, tradito dal suo nervosismo e dalle spiegazioni vaghe e confuse che ha fornito agli agenti circa il motivo del suo viaggio a Reggio Emilia.
La vicenda risale a mercoledì quando, intorno alle 12.30, Zaoor è sceso dal Frecciarossa proveniente dalla capitale e si è diretto verso il parcheggio della Mediopadana. Senza però mai arrivarci. I poliziotti della Polfer, infatti, erano di pattuglia in stazione e alla vista dell’uomo si sono subito insospettiti. «Solitamente chi viaggia sull’alta velocità – ha spiegato lo stesso comandante della Polfer di Reggio Emilia, Oscar Guidetti – paga un biglietto abbastanza costoso e rispecchia certi canoni. Il pakistano invece viaggiava senza un bagaglio se non una piccola borsa, appariva agitato e aveva un abbigliamento piuttosto trasandato». Così i poliziotti si sono avvicinati al 46enne per controllare chi fosse e quali fossero i motivi del suo arrivo in città, ed è a questo punto che il corriere si è tradito. Preso dall’ansia e dalla paura di essere scoperto, infatti, ha cominciato a comportarsi in modo sospetto, dando risposte confuse e vaghe, muovendo nervosamente le mani e sudando in modo evidente.
La prima perquisizione personale però sembrava scagionare lo straniero. In suo possesso infatti solo due telefoni vecchio modello e una quarantina di euro, oltre a un passaporto pakistano e un permesso di soggiorno greco secondo cui Zaoor sarebbe residente ad Atene.
Gli agenti però hanno deciso di approfondire le indagini e hanno portato l’uomo in questura. È qui che quel pakistano agitato si è rivelato essere un corriere della droga. «Dopo i controlli di routine – ha spiegato la vice dirigente della polizia, Magdala D’Istria – gli abbiamo fatto una radiografia e abbiamo scoperto che aveva ingerito una ingente quantità di ovuli. Sessanta in totale, come abbiamo potuto accertate dopo averglieli fatti espellere».
Ovuli che contenevano eroina, probabilmente di un’elevata purezza. Questi viaggi infatti sono molto rischiosi tanto per il corriere, che rischia la vita, che per i trafficanti, che rischiano di perdere il carico. E si cerca quindi di trasportare stupefacente il più prezioso possibile in una sola volta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La vicenda risale a mercoledì quando, intorno alle 12.30, Zaoor è sceso dal Frecciarossa proveniente dalla capitale e si è diretto verso il parcheggio della Mediopadana. Senza però mai arrivarci. I poliziotti della Polfer, infatti, erano di pattuglia in stazione e alla vista dell’uomo si sono subito insospettiti. «Solitamente chi viaggia sull’alta velocità – ha spiegato lo stesso comandante della Polfer di Reggio Emilia, Oscar Guidetti – paga un biglietto abbastanza costoso e rispecchia certi canoni. Il pakistano invece viaggiava senza un bagaglio se non una piccola borsa, appariva agitato e aveva un abbigliamento piuttosto trasandato». Così i poliziotti si sono avvicinati al 46enne per controllare chi fosse e quali fossero i motivi del suo arrivo in città, ed è a questo punto che il corriere si è tradito. Preso dall’ansia e dalla paura di essere scoperto, infatti, ha cominciato a comportarsi in modo sospetto, dando risposte confuse e vaghe, muovendo nervosamente le mani e sudando in modo evidente.
La prima perquisizione personale però sembrava scagionare lo straniero. In suo possesso infatti solo due telefoni vecchio modello e una quarantina di euro, oltre a un passaporto pakistano e un permesso di soggiorno greco secondo cui Zaoor sarebbe residente ad Atene.
Gli agenti però hanno deciso di approfondire le indagini e hanno portato l’uomo in questura. È qui che quel pakistano agitato si è rivelato essere un corriere della droga. «Dopo i controlli di routine – ha spiegato la vice dirigente della polizia, Magdala D’Istria – gli abbiamo fatto una radiografia e abbiamo scoperto che aveva ingerito una ingente quantità di ovuli. Sessanta in totale, come abbiamo potuto accertate dopo averglieli fatti espellere».
Ovuli che contenevano eroina, probabilmente di un’elevata purezza. Questi viaggi infatti sono molto rischiosi tanto per il corriere, che rischia la vita, che per i trafficanti, che rischiano di perdere il carico. E si cerca quindi di trasportare stupefacente il più prezioso possibile in una sola volta.
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