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Reggio Emilia: bruciati i fiori lasciati per Jessica, uccisa a 17 anni

di Leonardo Grilli
Reggio Emilia: bruciati i fiori lasciati per Jessica, uccisa a 17 anni

Bruciati nella notte i ricordi che erano stati appesi l’8 marzo nel luogo dove la 17enne era stata uccisa dall’ex fidanzato

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REGGIO EMILIA. Lì dove prima c’erano appesi fiori e messaggi di speranza e di cordoglio, ora resta solo un lampione annerito dalle fiamme e della cera essiccata sull’asfalto. Jessica Filianti, la 17enne uccisa dall’ex fidanzato 21 anni fa, è stata sfregiata un’altra volta.

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Qualcuno, nella notte fra venerdì e ieri, ha dato fuoco al lampione dove la madre insieme a tanti reggiani, durante una fiaccolata lo scorso 8 marzo, avevano lasciato segni tangibili della loro solidarietà. Per dimostrare che Jessica non è scomparsa davvero, ma vive nei ricordi di tutti.

E che la sua morte potrà servire per sensibilizzare la comunità sulla violenza che ancora troppe donne sono costrette a subire quotidianamente spesso dai loro uomini.

Testimonianze lasciate nel punto esatto dove l’adolescente era stata uccisa 21 anni fa, all’incrocio fa via Bruno Buozzi e via Terrachini. E che qualcuno ha deciso di distruggere. A chiamare i vigili del fuoco, nella notte, sono stati gli stessi residenti della zona, che si sono accorti delle fiamme.

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E che, preoccupati che potessero arrivare fino alle auto parcheggiate a pochi centimetri di distanza, hanno allertato le forze dell’ordine. Stando a quanto raccontato dai testimoni, un’automobile si sarebbe fermata proprio davanti al lampione con il memoriale. Da lì sarebbe poi scesa una figura, difficile dire se fosse un uomo e una donna, che ha appiccato le fiamme ed è risalita velocemente sull’auto, per poi fuggire in tutta fretta.

Una modalità molto più simile a un gesto premeditato e studiato, piuttosto che a una bravata compiuta da qualche vandalo “annoiato”. E, quando la madre di Jessica è arrivata sul posto il giorno dopo, non ha trovato altro che cenere.

«Sono davvero schifata e nauseata – ci dice Giuliana Reggio mentre, visibilmente scossa e nervosa, osservava il lampione bruciato – non mi spiego come qualcuno abbia potuto fare una cosa del genere. Evidentemente è qualcuno che ce l’ha con me e a cui da fastidio quello che faccio per Jessica. Ma io non mollo, vado avanti».

Poco dopo, avvisato dalla madre, si è avvicinato in macchina il fratello di Jessica. Poche battute, sconsolate, per poi ripartire: «Adesso non posso più nemmeno lasciare i fiori per mia sorella».

Qualcuno però non si arrende, a testimonianza che la forza della 17enne è ancora viva. E si avvicina per posare nuovi fiori, bianchi e freschi, accanto al biglietto lasciato in ricordo dell’adolescente e sopravvissuto al rogo.

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