«Sarà sempre la nostra bandiera»
Il presidente Bergonzi ricorda il maestro e amico di vita: «Lascia un gran vuoto»
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REGGIO EMILIA. «Ovilio era un grande amico». Così lo descrive Giorgio Bergonzi, presidente del Rugby Reggio, che ieri ha dato l’ultimo saluto a Ovilio Montanari. Anche Giorgio è stato infatti un ragazzo allenato e accompagnato per mano nel mondo del rugby da Ovilio Montanari.
Forse proprio Giorgio, più di altri, ha cercato di seguire l’esempio del veterano della palla ovale, ispirandosi ai suoi valori e mettendo tutto se stesso nel club che Montanari ha fondato e che entrambi hanno amato. «Ovilio era un amico e un compagno di merende – racconta il presidente reggiano – Passare del tempo con lui era sempre rilassante e un piacere. Con Ovilio si poteva scherzare, parlare seriamente e non era mai tempo sprecato. Devo dire che mentalmente ha sempre dimostrato meno della sua età, era sempre lucido e brillante nei suoi pensieri e nelle sue osservazioni».
«Averlo sempre presente è stata una certezza per me e per tanti altri nel corso degli anni – continua Bergonzi – così nel tempo abbiamo instaurato un rapporto che andava al di là dell'amicizia. Quando c’è un’amicizia che ti lega da oltre 50 anni, sempre insieme, accomunati dalla stessa passione, è difficile riuscire a farne a meno dal giorno alla notte. Come dice mia moglie, ho passato più tempo con Ovilio che con lei e ora viene a mancare una parte della mia vita. È un grosso vuoto quello che lascia in me: non lo dimenticherò mai, è un vuoto che verrà riempito dai suoi ricordi, i momenti belli, quelli divertenti e quelli difficili passati insieme, poiché il percorso di una società prevede anche momenti difficili e noi ne abbiamo avuto. Saranno comunque tutti indelebili».
E per il Rugby Reggio cosa è stato Ovilio Montanari?
«La bandiera, il simbolo e il punto di riferimento nei momenti difficili che abbiamo affrontato per crescere – spiega commosso Bergonzi – è sempre stato equilibrato e lucido nella gestione del club e ho sempre trovato una spalla sicura nelle situazioni in cui mi sentivo in dubbio. È rarissimo trovare queste caratteristiche, non è facile poterle rivedere in qualcun altro. È un amico profondo che lascia un gran vuoto, non solo a me, ma a tutti».
«La vita va avanti – conclude il presidente – ma Ovilio è parte di noi e avremo motivo e occasione per ricordarlo in altre situazioni e frangenti».
Forse proprio Giorgio, più di altri, ha cercato di seguire l’esempio del veterano della palla ovale, ispirandosi ai suoi valori e mettendo tutto se stesso nel club che Montanari ha fondato e che entrambi hanno amato. «Ovilio era un amico e un compagno di merende – racconta il presidente reggiano – Passare del tempo con lui era sempre rilassante e un piacere. Con Ovilio si poteva scherzare, parlare seriamente e non era mai tempo sprecato. Devo dire che mentalmente ha sempre dimostrato meno della sua età, era sempre lucido e brillante nei suoi pensieri e nelle sue osservazioni».
«Averlo sempre presente è stata una certezza per me e per tanti altri nel corso degli anni – continua Bergonzi – così nel tempo abbiamo instaurato un rapporto che andava al di là dell'amicizia. Quando c’è un’amicizia che ti lega da oltre 50 anni, sempre insieme, accomunati dalla stessa passione, è difficile riuscire a farne a meno dal giorno alla notte. Come dice mia moglie, ho passato più tempo con Ovilio che con lei e ora viene a mancare una parte della mia vita. È un grosso vuoto quello che lascia in me: non lo dimenticherò mai, è un vuoto che verrà riempito dai suoi ricordi, i momenti belli, quelli divertenti e quelli difficili passati insieme, poiché il percorso di una società prevede anche momenti difficili e noi ne abbiamo avuto. Saranno comunque tutti indelebili».
E per il Rugby Reggio cosa è stato Ovilio Montanari?
«La bandiera, il simbolo e il punto di riferimento nei momenti difficili che abbiamo affrontato per crescere – spiega commosso Bergonzi – è sempre stato equilibrato e lucido nella gestione del club e ho sempre trovato una spalla sicura nelle situazioni in cui mi sentivo in dubbio. È rarissimo trovare queste caratteristiche, non è facile poterle rivedere in qualcun altro. È un amico profondo che lascia un gran vuoto, non solo a me, ma a tutti».
«La vita va avanti – conclude il presidente – ma Ovilio è parte di noi e avremo motivo e occasione per ricordarlo in altre situazioni e frangenti».
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