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il “gruppo di discontinuitÀ” 

«Serve un 25 Aprile per la legalità ma nessuno vuole partecipare»

«Serve un 25 Aprile per la legalità ma nessuno vuole partecipare»

BRESCELLO. «Il caso di Brescello è esattamente frutto della sottovalutazione, della non conoscenza e della negazione del fenomeno». Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia...

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BRESCELLO. «Il caso di Brescello è esattamente frutto della sottovalutazione, della non conoscenza e della negazione del fenomeno». Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi nei giorni scorsi alla Gazzetta.
A Brescello, dopo che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell’ex sindaco Marcello Coffrini sullo scioglimento del Comune, i commissari continuano a governare il Comune ma di quanto avvenuto l’anno scorso si discute poco, se non sui social.
Singolare è quanto riportato in questi giorni da Paolo Monica (ex consigliere di opposizione, che sul suo “Gruppo di discontinuità” su Facebook ha raccontato dell'insuccesso della sua idea: organizzare la commemorazione del 25 aprile in modo condiviso con le varie associazioni del territorio e in modo diverso rispetto al passato, associando alla commemorazione tradizionale una mobilitazione generale a favore della legalità e della libertà da ogni forma di condizionamento mafioso. «Mi rendo conto di rappresentare solo un semplice gruppo Facebook – scrive Monica – ma è anche l’unico gruppo di brescellesi che si esprime pubblicamente contro chi ha infangato il paese e contro ogni forma di criminalità organizzata. Delle 25 associazioni destinatarie mi hanno risposto in cinque: Pro loco, Protezione civile, Parrocchia, Anpi e Nuova comunità di Ghiarole. Nessuno ha accolto la mia richiesta di mobilitazione generale contro le mafie. Tutti mi hanno fatto un elenco delle manifestazioni alle quali parteciperanno e alle quali hanno partecipato gli scorsi anni, quindi quello che abitualmente fanno e tutto si svolgerà come se a Brescello non fosse successo nulla di importante dopo la Seconda guerra mondiale».
A stupire Monica, in particolare, è stata la risposta dell'Anpi locale. «Mi hanno inviato – prosegue - l’intero programma della manifestazione che si svolgerà, ovviamente, senza riferimenti al presente di Brescello. Ho pensato quindi allo statuto dell’Anpi, che al titolo 1, articolo 2, comma M recita: “Dare aiuto e appoggio a coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione”. Il Gruppo di discontinuità a Brescello si sta battendo per la liberazione da ogni forma di criminalità organizzata e di mal governo del Comune e di conseguenza per una piena democrazia: siamo quindi in piena sintonia con i propositi dell'Anpi. Allora perché questo atteggiamento di indifferenza ai problemi attuali e reali? Da che parte sta realmente l'Anpi? Forse non vuole scontrarsi con i brescellesi iscritti e vicini alle vecchie amministrazioni comunali, o è talmente politicizzata da non poter prendere decisioni libere?». Conclude Monica: «A cosa serve, a Brescello, commemorare il 25 Aprile con manifestazioni e attività fotocopia degli anni precedenti? Assolutamente a nulla. Mi sorge un dubbio amletico: a Brescello è successa una cosa grave o sono tutte fantasie mie?». (a.v.)

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